Corruzione alle Politiche agricole, chiedevano di tutto: viaggi, soldi e perfino mozzarelle
ROMA. Biglietti aerei, soldi, lampadari, autorizzazioni per compiere abusi edilizi, perfino mozzarelle e lenticchie: non si sono fatti mancare nulla gli 11 dirigenti e funzionari del ministero delle Politiche agricole e forestali arrestati dalla Guardia di finanza. Al centro della lunga serie di episodi di corruzione e turbativa degli appalti c’è il settore della comunicazione e della promozione. I riscontri bancari, i documenti, i testimoni e, soprattutto, le intercettazioni telefoniche hanno infatti consentito di ricostruire l’intera vicenda che ruota attorno alla figura di Giuseppe Ambrosio, il “Centurione” del ministero, ex capo di gabinetto Luca Zaia e Giancarlo Galan.
È lui, assieme alla moglie, il destinatario di due biglietti aerei per la Corsica pagati 2.800 euro dallo Studio Ega Srl a cui erano stati affidati lavori per quasi centomila euro. Referente dello Studio Ega è l’imprenditrice Maria Claudia Golinelli (ai domiciliari) con cui Ambrosio sembra avere un rapporto molto intimo. «Ho voglia di vederti - scrive in un sms la donna - ma ho la febbre...mi sento uno schifo». E lui risponde: «Dai vieni stasera. Ti prometto che lo straccio diventerà una seta...tvb».
«È stato accertato - scrive il Gip - un diffuso sistema corruttivo radicato nel ministero, posto in essere sistematicamente e con modalità seriali in occasione di elargizione di denaro pubblico». La conferma in una delle tante intercettazioni: «È chiaro che quello che fa mica me lo deve fa gratis... non è che lo sta a fa per la gloria, capito?», diceAlfredo Bernardini, dirigente della Confederazione italiana agricoltori, a Michele Mariani, impiegato del ministero che gli aveva appena fornito informazioni riservate sul bando per la gara “Food4u” nelle scuole.
Lo stesso Mariani spiega all’imprenditore Gerardo Beneyton come motivare la richiesta per ottenere 110 mila euro di contributi pubblici: «Vabbè dai, concentrati, trova un po' di materiale e ci scrive un po' di stronzate». Per questo “consiglio”, scrive la Guardia di finanza, «riceveva una imprecisata utilità consistita in “roba”spedita a casa del Mariani, consistente verosimilmente in generi alimentari».
Anche per il milione e 600 mila euro destinati al progetto “Marinando” la combriccola entra in gioco, tanto che il bando di gara lo scrivono quelli che poi la vincono: «Ieri per fare tre articoli di Marinando due ore», dice al telefono uno dei due imprenditori del consorzio di imprese che si aggiudicherà l’appalto. Per questo “favore” Ambrosio e la moglie ottengono una lampada “couche bay” da 1.219 euro «per l’arredo della villa di Maratea». Il Comune lucano ottiene proprio grazie ad Ambrosio un finanziamento dal ministero di 63.500 euro: in cambio il “Centurione”, secondo l’accusa, può realizzare abusi edilizi senza che nessuno lo controlli. E al telefono con qualcuno del Comune afferma: «Volevo dirle che se mi dà il fax le mando copia del decreto che è stato emesso... così trova sotto l’albero di Natale il decreto».
Il direttore di Buonitalia, Ludovico Gay (finito in carcere) chiede invece un soggiorno in un centro benessere, dopo aver agevolato assieme a Mariani e a un altro dipendente, decreti per finanziamenti di quasi 400 mila euro. «Abuso se ti chiedo di mandarmi venerdì 21, out sabato 22 a Fonte Verde per 2?». E quando il finanziamento è irrisorio? Non c’è problema, ci si accorda anche in quei casi. La Cooperativa Agricola Castelluccio viene “aiutata” da Mariani per un contributo di 8.450 euro e così il rappresentante legale dell’azienda lo rassicura: «Ti volevo dire che...stavo spedendo un pensierino, domani tu sei a casa si? Allora oggi lo spedisco, domani arriva eh».
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