Cosecon volta pagina, nascerà Attiva
Stanziati 10 milioni per ricapitalizzare, oggi il primo via libera

Più di 10 milioni di euro per rilanciare Cosecon, che cambierà nome e diventerà soggetto imprenditoriale pronto a operare fuori dalla provincia di Padova. E’ il progetto che stamattina Vittorio Casarin presenterà al consiglio provinciale, riunito alle 10.30 al Cason delle Sacche di Codevigo. Una scelta che fa infuriare il Partito Democratico: «Si vuole discutere un argomento così delicato lontano da sguardi indiscreti. Concludendo poi con un pranzo a spese dei cittadini» denunciano Fabio Rocco e Helene Zago. Nella nuova società, che si chiamerà «Attiva», entreranno FinSer, la finanziaria della Provincia, e l’agenzia regionale Veneto Sviluppo.
IL NUOVO CORSO.
Azzerati presidente e consiglio d’amministrazione: dopo l’ennesima bufera del luglio scorso, con sei arresti per presunte tangenti, Cosecon sparisce. Diventa «Attiva», cioè agenzia per la trasformazione territoriale in Veneto.
In arrivo soldi freschi nelle casse della società e la possibilità di ampliare gli investimenti anche fuori provincia: nei paesi Ue ed extra-Ue. Tre milioni di euro arriveranno da FinSer, la società finanziaria di palazzo Santo Stefano. Altri sei milioni li metterà la Regione, tramite Veneto Sviluppo. Infine un apporto consistente di denaro arriverà anche dal riposizionamento delle banche, Antonveneta e Cariparo, che acquisteranno nuove quote. Ceduti tutti gli altri rami d’azienda, Attiva ex-Cosecon si occuperà di infrastrutturazione di zone industriali. E il nuovo asse dello sviluppo passa dal tracciato della nuova Valdastico, dove la società ha già comprato delle aree.
LE CRITICHE.
Tocca al consiglio provinciale dare il via al percorso di transizione. Dopo aver discusso una mozione presentata nel luglio scorso dal Pd, il presidente Casarin illustrerà il nuovo statuto. Approvazione quasi scontata: dopo toccherà ai consigli comunali dei 12 comuni che aderiscono al patto di sindacato. Le critiche non mancano: «Non capiamo perché la Provincia resti dentro a questa società - spiega Fabio Rocco - quando vuole uscire dalle partecipate. Uno strumento con cui l’amministrazione provinciale non agisce nel ruolo di ente pubblico, ma si comporta come una società privata che tende solo a incamerare utili».
«Le tasse dei cittadini utilizzati per investimenti fatti altrove, magari anche all’estero - aggiunge la capogruppo dell’Italia dei Valori Silvia Clai - Perché non ci occupiamo dei problemi di sicurezza, salute o ambiente del nostro territorio?».
IL PIC-NIC.
Sotto accusa c’è la convocazione del consiglio provinciale, decisa lunedì scorso dai capigruppo. In mattinata e a Codevigo, quando i consigli si svolgono alla sera nel palazzo provinciale a Padova. «Il Casone delle Sacche rischia di diventare la cornice di un consiglio che finisce a tarallucci e vino, ovvero con un lauto menù pagato con i soldi pubblici» è la denuncia dei consiglieri Pd Fabio Rocco e Helene Zago. Non solo pranzo, però: all’ordine del giorno ci sono argomenti molto delicati. Si discuterà della situazione finanziaria della Provincia, con una ricognizione sul bilancio 2008.
E l’assessore Luciano Salvò è chiamato a relazionare sulla situazione dell’edilizia scolastica a una settimana dal ritorno in classe.
«Così si conferma la vocazione di ente lontano dai cittadini - accusano i democratici - Casarin ha scelto di tenere il consiglio lontano dai riflettori dell’opinione pubblica e dalla possibilità di partecipazione dei cittadini».
Che ne pensate? A vostro avviso a 16 anni da Tangentopoli quanto è cambiato il mondo degli appalti e dei lavori pubblici? Come giudicate le iniziative del Cosecon per lo sviluppo economico della Bassa Padovana?
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