«Così si legittima l’utero in affitto»

VENEZIA. «Una legge unanime a difesa delle convivenze è a portata di mano. Basterebbe espungere ogni elemento ideologico e individuare il comun denominatore nei diritti e doveri di mutuo soccorso materiale e morale delle persone che convivono. Così uniremmo la nazione e isoleremmo ogni residuo comportamento omofobo. Se si vogliono invece le adozioni a partire dai figli comprati da donne povere, si lacera non tanto la maggioranza politica o il Parlamento quanto piuttosto la nazione intera». Parole di Maurizio Sacconi, il senatore del Nuovo centrodestra in prima linea, insieme al collega Carlo Giovanardi, nell’opposizione al progetto di legge sulle unioni civili. «Io parto da un atteggiamento laico, laicissimo e tengo per me le convinzioni religiose», tiene a precisare «il punto cruciale è questa legge è divisiva, e perciò sbagliata, perché introduce un grimaldello sul versante delle adozioni, legittimando di fatto il ricorso all’utero in affitto, uno strappo antropologico che non possiamo accettare». Ma questa pratica è vietata in Italia e la legge parla di solo di figli biologici dei partner... «Nei fatti non sarà così. I casi di bambini orfani di madri o padri o vedove rappresentano una sparuta minoranza. Numerose e addirittura sbandierate pubblicamente sono le situazioni in cui coppie etero o gay si recano all’estero e approfittando della situazione di bisogno di tante donne, ne affittano l’utero e comprano il figlio partorito, calpestando ogni principio di umanità e di rispetto della dignità umana. Addirittura circolano i cataloghi per scegliere i modelli preferiti di neonato: pelle bianca, capelli, biondi, occhi azzurri... siamo tornati alla ricerca dell’uomo nuovo, una lugubre eredità del Novecento che ci auguravamo sepolta dalla storia».
Ma anche gli uomini e le donne dello stesso stesso che si amano e condividono un progetto di vita hanno il diritto alle tutele costituzionali: «Certo che sì, io sono un socialista umanitario e mi batto per estendere i diritti civili e sociali a tutte le persone, non certo a restringerli. Ma anche i bambini hanno dei diritti, a cominciare da quello di nascere con un padre e una madre». (f.tos.)
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