Dissesto idrogeologico, arrivano 20 milioni in Veneto: il piano delle opere
Nuove casse di espansione, lavori sugli scoli e sugli scarichi di emergenza. Stefani: «Aumentiamo la resilienza del territorio. Venturini: «Decisiva la riduzione del rischio idraulico»

«La ripartizione dei fondi contro il dissesto idrogeologico deve seguire criteri tecnici, con priorità ai territori più a rischio, non logiche politiche»: lo ha detto il viceministro dell'Ambiente Vannia Gava alla presentazione del rapporto Ispra sul dissesto idrogeologico in Italia.
Gava ha sottolineato che «il governo ha stanziato oltre 1,5 miliardi di euro nel triennio per la messa in sicurezza del territorio, e sta negoziando altri 350 milioni con le Regioni, cui si aggiungeranno 250 milioni di fondi Fsc. Serve una visione condivisa e strumenti operativi efficienti - ha aggiunto – abbiamo potenziato la piattaforma Rendis e rafforzato le Autorità di bacino, destinando oltre 20 milioni di euro al loro funzionamento».
Al Veneto 20 milioni

Gava ha annunciato un decreto che prevede oltre 20 milioni di euro per interventi di contrasto al dissesto idrogeologico in Veneto.
Nel dettaglio, il programma prevede il ripristino delle opere di regolazione idraulica del sistema Leb a Cologna Veneta, l’adeguamento dello scolo Morando a Bevilacqua, nuove opere di contenimento sui fiumi Canossa e Menago a Cerea, lo scarico di emergenza sullo scolo Nichesola ad Angiari e la realizzazione di una nuova cassa di espansione nel bacino del Tione dei Monti a Castelnuovo del Garda.
In provincia di Vicenza sono previsti la regimazione delle acque meteoriche a Piovene Rocchette e il consolidamento del torrente Longhella tra Marostica e Nove.
In provincia di Treviso verrà messo in sicurezza il torrente Avenale-Muson tra Castelfranco Veneto e Castello di Godego. Nel Padovano sono programmate la realizzazione di casse di espansione nel bacino del Marzenego a Trebaseleghe e la vasta area di laminazione sullo scolo Rialto a Torreglia. Tra Venezia e Rovigo è prevista la sistemazione strutturale della foce dell'Adige tra Chioggia e Rosolina, mentre nel Polesine saranno realizzati il rafforzamento arginale del Canalbianco a Rovigo e il miglioramento del deflusso idraulico e del riutilizzo irriguo a Lendinara.
Stefani: attenzione al territorio
«Si tratta di un segnale di attenzione verso un territorio che da anni investe sulla prevenzione e sulla messa in sicurezza del proprio sistema idraulico, nella consapevolezza che sia sempre meglio realizzare le opere necessarie prima delle emergenze» commenta il presidente Alberto Stefani.
Che aggiunge: «Sono interventi che si inseriscono nella strategia del Veneto per la difesa del suolo e la sicurezza idraulica. La Regione dispone infatti di un piano complessivo di opere che supera i 2,5 miliardi di euro e di una programmazione ampia e articolata, costruita sulla base delle necessità dei territori. Molti interventi sono già in fase di realizzazione, altri sono stati progettati e finanziati direttamente dalla Regione, mentre per numerose opere si stanno ricercando ulteriori risorse attraverso bandi nazionali ed europei. La sfida che abbiamo di fronte è chiara: trasformare i progetti in cantieri e i cantieri in sicurezza per i cittadini».
Basta con la logica emergenziale
“I cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più frequenti fenomeni meteorologici estremi, con precipitazioni intense concentrate in poche ore e periodi di siccità alternati a eventi alluvionali. Per questo non possiamo limitarci a gestire le emergenze. Serve una programmazione costante, fatta di manutenzioni, invasi, casse di espansione, adeguamenti idraulici e consolidamenti, capace di aumentare la resilienza del territorio. Il Veneto ha dimostrato di saper fare la propria parte. Quando arrivano finanziamenti statali che premiano interventi già individuati e cantierabili, il territorio è pronto a utilizzarli rapidamente e in modo efficace. È questa la strada da seguire: una collaborazione istituzionale concreta tra Governo, Regione ed enti locali per dare risposte ai cittadini e costruire un sistema di difesa del suolo sempre più moderno ed efficiente” conclude Stefani.
Venturini: lavoro poco visibile ma fondamentale

«L'assegnazione di oltre 20 milioni di euro al Veneto per interventi contro il dissesto idrogeologico rappresenta un risultato importante che concretizza il lavoro di ricognizione, pianificazione e programmazione svolto dalla Regione insieme alle strutture tecniche competenti» dichiara l'assessore regionale all'Ambiente e alla Protezione Civile Elisa Venturini.
«Con questo finanziamento prende forma un percorso avviato da tempo per individuare le opere più efficaci nella riduzione del rischio idraulico e candidarle ai programmi nazionali. Gli interventi sono stati inseriti nel portale ReNDiS e valutati secondo i criteri e gli indici di priorità definiti dal Ministero, che hanno consentito di individuare le opere con il maggiore impatto in termini di sicurezza del territorio. È un lavoro spesso poco visibile, ma fondamentale per trasformare le esigenze delle comunità in interventi finanziati e realizzabili».
La fase attuativa
«Ora si apre la fase attuativa- dice l’assessore – alcuni interventi dispongono già di livelli progettuali avanzati, mentre altri dovranno completare il percorso di progettazione e affidamento. È quindi realistico prevedere che i principali cantieri possano entrare nel vivo nel corso del 2027 e che le opere più complesse richiedano tempi di realizzazione superiori all'anno. L'importante è che oggi siano disponibili le risorse necessarie e che sia stato definito un percorso concreto per rafforzare la sicurezza idraulica del Veneto. La differenza tra un territorio che va sott'acqua e uno che riesce a contenere gli effetti di un evento estremo non dipende dalla fortuna, ma dalla programmazione. Dipende dalle opere realizzate, dalla manutenzione, dalla capacità di pianificare per tempo gli interventi necessari. È questo il lavoro che la Regione sta portando avanti e che oggi trova una concreta attuazione attraverso questi finanziamenti. La prevenzione resta la nostra migliore alleata per proteggere cittadini, imprese e comunità locali», conclude Venturini.
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