Don Floriano: «Reazioni isteriche»
Ma i lefevbriani italiani prendono le distanze dal capo del Triveneto

TREVISO.
Ha passato parte della sua giornata di ieri a Rimini, dove ha celebrato messa nella chiesa di Loreto, per poi ripartire per Treviso.
Don Floriano Abrahamowicz, responsabile del Nordest dei lefebvriani, sembra non essere stato scalfito dalla bufera scatenatasi dopo le dichiarazioni shock rilasciate alla Tribuna, malgrado la presa di distanza espressa dai lefebvriani d’Italia.
Dice di non voler alimentare polemiche e di essere intenzionato ad intervenire solo quando i toni si abbasseranno. Nonostante questo, in alcune dichiarazioni battute dalle agenzie di stampa, interviene ancora su pena di morte e genocidio. «La pena di morte - dice all’Ansa - di per sé non è riprovevole. Lo diventa in mano a una società come la nostra, che non è più in grado di gestirla. Lo stesso vale per il genocidio». Parlando di Olocausto, don Floriano aggiunge che «l’emotività prevale sulla realtà storica», e per questo è un argomento che è meglio «lasciare agli specialisti». Incalzato inoltre dai giornalisti sui suoi rapporti con la Lega Nord (don Floriano ha celebrato nel 2007 una messa a cui ha partecipato anche il senatore Umberto Bossi), dice di «sentirsi vicino alla gente della Lega Nord perché molti suoi simpatizzanti cercano la religione tradizionalista». Intanto il distretto italiano della Fraternità San Pio X prende le distanze dalle dichiarazioni di don Abrahamowicz e da quelle di monsignor Richard Williamson. All’indomani della pubblicazione dell’intervista del responsabile per il Nordest della comunità, anche i vertici italiani del Fraternità esprimono la loro opposizione alle tesi negazioniste espresse dai due confratelli. «La Fraternità - affermano in una nota - ha già chiarito con un comunicato ufficiale dello scorso 27 gennaio, vincolante per tutti i membri, la propria posizione circa le polemiche sollevate in seguito alle dichiarazioni di monsignor Richard Williamson sullo sterminio degli ebrei. Nel ribadire i contenuti del comunicato, la Fraternità San Pio X riprova ogni singola parola da esso discordante». La dichiarazione è firmata da don Davide Pagliarani, superiore del deldistretto italiano, che aggiunge inoltre essere state erroneamente attribuite a don Floriano le parole dell’intervista pubblicate sulla Tribuna, contrariamente a quanto affermato dal diretto interessato.
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