Elezioni regionali Veneto, un altro candidato Pd parla di voto disgiunto per Zaia

Dopo il caso del Pd di Nove (Vicenza) a sostegno della candidata Luisetto, una nuova gaffe per il partito democratico.  Interviene il segretario regionale: "Questi inviti al voto disgiunto sono intollerabili. Il candidato è Artuto Lorenzoni, punto" 

PADOVA. «Se proprio non ce la fai a non votare Zaia, ricordati della possibilità del voto disgiunto». Il suggerimento viene da Stefano Artuso, un candidato veneto del Pd alle prossime regionali, in un video fatto circolare sui canali social, che ricalca il contenuto della lettera a sostegno di un'altra candidata dem Chiara Luisetto, che ha creato imbarazzo tra le fila del centrosinistra.

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«Se vuoi votarmi - dice Artuso nel video - hai due modi. Il primo è barrare il simbolo del Pd e scrivere Artuso: in questo modo, darai il voto a me e al candidato presidente Lorenzoni. E se proprio non ce la fai a non votare Zaia, ricordati della possibilità del voto disgiunto. Quindi, barra il simbolo del Pd e scrivi Artuso e poi traccia una 'x' sul nome di Zaia: in questo modo darai, il voto a me e al candidato presidente Zaia».

Stefano Artuso
Stefano Artuso

Proprio Artuso aveva espresso sostegno a Luisetto, definendo infondate le polemiche sulla lettera-invito al voto disgiunto, e sottolineando che si tratta di un'opzione prevista dalla legge elettorale.

Si tratta di un secondo caso di candidato del Pd veneto che invita al voto disgiunto per Zaia e per un candidato consigliere del Partito democratico. L'altro giorno c'era stato infatti lo «scivolone» del Pd di Nove (Vicenza) che suggeriva il voto disgiunto per la candidata Chiara Luisetto anche a chi fosse intenzionato di votare Luca Zaia, rassegnandosi all’idea che molti simpatizzanti del Pd voteranno in realtà per il governatore leghista.

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«Io non ho mai suggerito il voto disgiunto, e lo dimostrano i due mesi della mia campagna elettorale, fatta di contenuti, di proposte per il futuro nella sola prospettiva di costruire una alternativa a Zaia», dice Stefano Artuso, avvocato, 33 anni. «Le polemiche sul voto disgiunto - aggiunge - sono surreali: il candidato sostenuto dal Partito Democratico e da tutta la coalizione di centro-sinistra è Arturo Lorenzoni, che in questa campagna elettorale ho appoggiato con tutte le mie forze. Ho amici e colleghi che sono già convinti per il voto disgiunto, gli ho spiegato come fare e mi impegnerò comunque fino all'ultimo per convincerli a votare Lorenzoni. La destra, perché becera e priva di contenuti ha strumentalizzato un video ad uso strettamente privato«.

«L’invito di Stefano Artuso al voto disgiunto è inaccettabile - interviene il segretario regionale del Pd del Veneto, Alessandro Bisato -. Non è tollerabile che un candidato consigliere del Partito democratico dia indicazioni di voto diverse rispetto al candidato presidente che liberamente e democraticamente abbiamo scelto per la guida del centrosinistra. Quel candidato si chiama Arturo Lorenzoni, punto. Alternative non ce ne sono». 

 

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