Elisabetta Casellati, padovana, è la prima presidente donna del Senato

Avvocato di Forza Italia, 71 anni, al suo sesto mandato, è stata eletta con i voti di centrodestra e M5s. Il ritratto
The new president of the Italian Senate, Maria Elisabetta Alberti Casellati, delivers a speech following her election, in Rome, Italy 24 March 2018. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
The new president of the Italian Senate, Maria Elisabetta Alberti Casellati, delivers a speech following her election, in Rome, Italy 24 March 2018. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

PADOVA. Elisabetta Alberti Casellati, 71 anni, avvocato di Padova, è la prima donna italiana a diventare presidente del Senato. E' stata eletta oggi, sabato 24 marzo: alle 13.04 l'applauso del Senato una volta raggiunto il quorum di voto (161 voti). Hanno votato per l'avvocato Alberti Casellati il centrodestra e il movimento 5 Stelle..A Casellati sono arrivati 240 voti. Valeria Fedeli (Pd) ha incassato 54 voti, mentre le bianche sono state 14. Una sola preferenza per Paolo Romani, 3 per Roberto Calderoli, 1 per Luigi Zanda, 2 per Liliana Segre, 1 per Maurizio Gasparri, 2 per Roberta Pinotti, una nulla.

La rincorsa. Già giovedì, i bene informati davano Casellati in pole position: la vera carta di Berlusconi per mettere d'accordo, schermaglie e slogan a parte, il M5s con Salvini e FI. Ecco il nostro articolo che la dava come "vera" candidata" unitaria per il Senato.

L'articolo dei nostri quotidiani uscito giovedì
L'articolo dei nostri quotidiani uscito giovedì

La biografia. Nata a Rovigo, Elisabetta Alberti Casellati è laureata in giurisprudenza e in diritto canonico alla Pontificia Università Lateranense ed è iscritta all’Ordine degli avvocati di Padova. Ha 71 anni, è sposata a Giambattista Casellati, ha due figli: Ludovica e Alvise. 

La carriera. Per quanto riguarda la carriera politica, è stata sottosegretario alla Salute e alla Giustizia in tre legislature targate Silvio Berlusconi Fedelissima del Cavaliere, Casellati aderisce a Forza Italia fin dalla sua fondazione.

È stata componente del Collegio nazionale dei probiviri, dirigente nazionale del Dipartimento sanità di Forza Italia e vice dirigente nazionale dei dipartimenti di Forza Italia.

Nel 1994 è segretaria di Forza Italia al Senato, dal 2001 al 2002 è vice capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama e dal 2002 al 2005 vice capogruppo vicario. Tra il 2006 e il 2008 è nuovamente vice presidente del gruppo al Senato.

DAL 1994. Correva il 1994 a Cittadella allorché l’esordiente senatrice di Forza Italia fece capolino all’assemblea delle Officine e l’incipit del suo intervento - «Vi capisco, anch’io temo per la mia pensione» - scatenò la reazione furiosa degli operai licenziati, a fatica trattenuti da un cordone di carabinieri, lesti poi a scortare l’imprudente parlamentare all’auto blu.

Silvio Berlusconi, nell’anno della sua trionfale discesa in politica, vuole la padovana in lista non in virtù del gradevole aspetto ma alla luce di credenziali impeccabili: laureata in giurisprudenza e in diritto canonico nella Pontificia Università Lateranense, ricercatrice universitaria, avvocatessa specializzata nelle cause di nullità matrimoniale presso la Sacra Rota, alfiere femminile del cattolicissimo Cif, Casellati vanta ampi contatti e consensi radicati nella borghesia urbana delle professioni, in linea con l’obiettivo del nascente “partito liberale di massa” coltivato dal Cavaliere.

Da allora, la giurista trascorrerà cinque legislature nell’aula senatoria, alternando incarichi di governo - sottosegretario alla Salute e alla Giustizia - a compiti di presidente e capogruppo in commissione. Un cursus honorum intrecciato all’asse con Niccolò Ghedini, l’avvocato-stratega di Arcore, che induce un Giancarlo Galan all’apice del potere a tributarle il titolo di «madre nobile di Forza Italia in Veneto».

Fino al 2014, è il 15 settembre, quando le Camere in seduta comune la eleggono membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura, in quota azzurra.

Una poltrona pregiata, abbandonata con sei mesi d’anticipo per candidarsi, il 4 marzo scorso, al sesto mandato in Senato: blindatissima, schierata in più collegi, è rieletta a Venezia.

Il messaggio del sindaco di Padova. “Desidero rivolgere le mie più sincere congratulazioni e il più vivo augurio, alla Senatrice Elisabetta Alberti Casellati,  eletta oggi Presidente del Senato. L’alto servizio istituzionale che è stata chiamata a svolgere, é motivo di orgoglio per noi concittadini padovani", è il messaggio inviato dal sindaco di Padova Sergio Giordani. "Saggezza, competenza, equilibrio, lealtà alle Istituzioni e alla Costituzione sono le doti che le hanno guadagnato una meritata e ampia stima trasversale. Non ho alcun dubbio che, in questo nuovo compito Istituzionale che le è affidato, saprà fare il bene del Paese e della nostra comunità, incontrando nel suo percorso il favore degli italiani”.

STORIFY. Le reazioni su twitter alla sua elezione, tra scherno e haters. Il testo dell'articolo prosegue più sotto

LE ACCUSE DEL 2005 PER LA FIGLIA LUDOVICA. Era il 2005. Maria Elisabetta Alberti Casellati, fedelissima del Cavaliere, si trovò a ricoprire la carica di sottosegretario al Ministero della Salute, guidato all'epoca dal "tecnico" Girolamo Sirchia.

Appena insediata, mise a capo della segreteria del dicastero la figlia Ludovica. Inevitabili, piovvero sulla sua testa le accuse di familismo e clientelismo.

Casellati, la telefonata alla figlia: "Sono molto emozionata"
Ludovica Casellati

Ludovica Casellati rispose a chi la accusava di aver scavalcato tutti gli altri possibili candidati "raccontando a mezzo stampa", ricorda Repubblica, "di averci messo 10 anni a liberarsi dell'etichetta figlia di e di essersi guadagnata l'assunzione sul campo, grazie a una professionalità nota solo a chi la conosceva davvero". 

Altre polemiche, e una causa con una giornalista di Padova, per un articolo su una consulenza dell'Arpav ottenuta dal genero.  

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