Fabrica, la sovversione culturale che conquista le “Sardine madri”

I quattro fondatori del movimento in visita a Ponzano a confronto con i giovani e i fondatori. Toscani: «Hanno fatto una cosa eccezionale. La loro è la politica più bella che c’è in giro»

L’INCONTRO

Metti le sardine con Oliviero Toscani e Luciano Benetton. Il movimento più sorprendente della politica italiana, che ha appena marchiato il voto in Emilia Romagna, e il creativo del gruppo di Ponzano con il patriarca della dynasty di Treviso. Il leader Mattia Santori, con gli alti tre cofondatori del movimento antiodio e antisovranista ( Andrea Garreffa, Roberto Morotti e Giulia Trappoloni) è sbarcato ieri nella fucina di creatività benettoniana che è Fabrica, fucina di messaggi solidaristici e anticonformistici, che hanno abbattuto razze, religioni, conflitti e malattie, facendo la storia delle comunicazione sociale.

«Centro di sovversione culturale», lo definiscono le sardine. E se i 4 parlano di «scambio e confronto molto stimolante», anche Toscani, alla fine, parla di un incontro «bellissimo profondo tra giovani, ragazzi, perché giovani sono le sardine e giovani sono i ragazzi provenienti da tutto il mondo che sono lì a Fabrica». E il creativo non esita a parlare di un «momento bellissimo, spalancato sul futuro, con idee e politica vera, perché quella delle sardine è la politica più bella che c’è in giro in questo momento».

Tutto è partito dalle affinità nella “visione” del mondo. «Ci sono filosofie comuni, nessuno è salito in cattedra a insegnare niente a nessuno, loro hanno fatto qualcosa di grande, noi dal canto nostro abbiamo sempre combattuto quello che purtroppo in tanti, e una parte della Lega, continua a predicare. Sapete ben come la penso, per me sono cose inaccettabili, dovrei dire m...pura». E il voto in Emilia ha premiato le sardine. «Hanno fatto qualcosa di eccezionale, è la voce di giovani che vogliono vivere in un mondo migliore, senza odio e intolleranza. E spero che per chi predica odio sia l’inizio della fine», conclude Toscani. Non è che Fabrica curerà l’immagine o il nuovo logo delle Sardine? «Siete fatti male, voi giornalisti, sempre legati agli schemi della vecchia politica: loghi, segretari, leader», chiude, «apritevi alle Sardine, sono loro il nuovo, il futuro». —


 

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