Feltrin: «Affluenza di poco superiore al 50%»

Il politologo: il maggior numero di liste mai presentate. In lizza 1038 candidati per 51 posti

VENEZIA. Quattro milioni di veneti andranno a votare il 31 maggio per le elezioni regionali, ben 1 milione e 300 mila in più della prima legislatura del 1970. Circa 300 mila invece i residenti all'estero che, per votare, dovranno tornare. Mai stati tanti elettori come quest’anno, ma c’è il rischio anche di un record di astensioni. Dalla prima legislatura a oggi la percentuale di partecipazione alle elezioni regionali è infatti calata a picco, passando dal 94,6% del 1970 al 66,4% del 2010 e al 63,9% per le Europee del 2014. Se a questo si aggiunge che si vota soltanto un giorno, che molti faranno ponte con il 2 giugno e che, secondo il meteo, ci sarà un sole da gita fuori casa, le probabilità che pochi vadano a votare salgono. «L’unica possibilità – ha detto ieri mattina a Palazzo Ferro Fini il politologo Paolo Feltrin – è che siccome c’è il numero maggiore di liste mai presentate, ogni singola lista abbia un bacino di utenti che andranno al voto, ma l’incognita è grande. Facendo una media tra le Europee dello scorso anno e le regionali dell’Emilia Romagna che hanno registrato il limite estremo con 37,5%, è attendibile un’affluenza poco superiore al 50%». In effetti, i numeri di queste elezioni sono storici. Per la prima volta, come impone la Legge 5/2012 sulla semplificazione, le elezioni sono state organizzate dalla collaborazione di Giunta e Consiglio e saranno monitorate dalla Regione e non dal ministero degli Interni. Sono le prime in cui si vota un solo giorno con la nuova legge elettorale. Ci sarà il maggior numero di consiglieri (1038) per 51 posti, anziché 60. In media 1 ogni 20 sarà eletto. Dei 60 consiglieri uscenti, ben 38 si sono ricandidati. Dal 1970 le donne consigliere sono state al massimo 12 nel 2000, ma quest’anno sono almeno il doppio della precedente legislatura, raggiungendo il 45,2%.

Un’altra incognita sarà come voteranno i cittadini. Il criterio è il seguente: la coalizione deve raggiungere la soglia di sbarramento del 5%, mentre la lista della coalizione il 3%. Se si segna il simbolo con il nome del presidente all’interno, si vota in automatico la coalizione, mentre se si segna una delle liste della coalizione, il voto va alla coalizione più lista. Nel caso in cui si volesse indicare un consigliere, non occorre segnare la lista, ma bisogna scrivere il suo nome di fianco al simbolo.

Tre le coalizioni capitanate da Luca Zaia, Alessandra Moretti e Flavio Tosi e tre le liste che corrono da sole: Jacopo Berti per il Movimento Cinque Stelle, Laura di Lucia Coletti per L’Altro Veneto e Alessio Morosin per Indipendenza Veneta.

A tenere informati i cittadini minuto dopo minuto, sarà l’Osservatorio elettorale del Consiglio che, oltre ad allestire una sala per televisioni nazionali e stampa, fornirà in tempo reale i dati sul sito www.elezioni2015.consiglioveneto.it, con un numero di telefono disponibile per chiarimenti, visibile sul sito. Un esercito di circa 25 mila scrutinatori non chiuderà occhio per effettuare lo spoglio delle urne dei 4784 seggi dei 34 comuni veneti.

L’impresa inizierà alle 23 di sera, con primi risultati sulle 9 di mattina per i presidenti e sulle 12.30 per i consiglieri. Alle 13 si saprà come sarà composto il nuovo consiglio regionale. Nel 1970 la città con più votanti è stata Venezia (534.031) elettori, mentre oggi è Treviso (748.008), seguita da Padova (746.384), Verona (711.715), Vicenza (706.857), Venezia (697.710), Belluno (207.673) e Rovigo (204.361).

Vera Mantengoli

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