Fondo anti-suicidi: mutui a tasso zero per micro imprese

Un disegno di legge bipartisan di senatori del Nordest per aiutare le aziende che non incassano i pagamenti

PADOVA. Si chiama fondo anti-suicidi ma fa pensare alla ricerca contro il cancro: una goccia, 60 milioni di euro in tre anni, per fermare una malattia che parte dall’economia e può divorare il tessuto sociale. La proposta di costituire questo fondo è contenuta in una proposta di legge presentata al Senato, primo firmatario Paolo Giaretta del Pd, ma la ristrettezza e i tempi incerti del provvedimento danno l’idea di un palliativo. Anche se non manca la percezione della gravità della situazione: «Il suicidio per motivi economici era estraneo alla nostra terra, dove la gente è da sempre abituata a cavarsela con le proprie forze», dice Giaretta. «Adesso invece questo fatto si impone come fenomeno sociale all’attenzione dell’Italia. Non possiamo stare a guardare. Abbiamo pensato ad un fondo di solidarietà di durata triennale con dotazione annua di 20 milioni di euro, per garantire prestiti a tasso zero alle piccole e piccolissime imprese che rischiano di morire strozzate dalla revoca di affidamenti da parte delle banche o da ritardi insostenibile nella riscossione dei crediti».

Due cause ampiamente note, per fronteggiare le quali poco si fa. Da parte delle banche, che invece di prestare soldi li impiegano sempre più per lucrare sugli interessi e lenirsi le ferite. Da parte della mano pubblica, che pretende rigore ma si guarda bene dal praticarlo. I peggiori pagatori sono proprio gli enti pubblici. I firmatari della proposta Giaretta (ci sono anche i senatori Ferruccio Saro, Flavio Pertoldi, Marco Stradiotto, Maurizio Saia, Giuliano Barbolini, Cecilia Donaggio e Maurizio Fistarol: un mix bipartisan di Nordest più Emilia) ne sono consapevoli: la relazione che accompagna il ddl cita l’impressionante aumento dei ritardi nei pagamenti degli enti pubblici, che sono arrivati alla spaventosa distanza di 664 giorni. Secondo uno studio effettuato dall’ordine dei commercialisti nel 2011, l’extracosto che devono sostenere le imprese fornitrici della pubblica amministrazione è di 1,9 miliardi di euro. E’ giusto scandalizzarsi, ma sarebbe ipocrita ignorare che i ritardi nei pagamenti tra privati e privato sono addirittura più estesi. E peggiori nelle conseguenze. La situazione è nota ma le categorie economiche preferiscono urlare contro lo Stato, anche se avere a che fare con un ente pubblico garantisce almeno sulla cifra. Avere a che fare con un’impresa privata non garantisce neanche questo: al contrario, il grosso impone condizioni insostenibili al piccolo, sicuro di ottenerle. Tanto, nessun ricorso in tribunale arriverà in tempo per salvare il fornitore.

Il fondo prevede tasso zero e durata decennale dei mutui.

Renzo Mazzaro

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