L’ultimo saluto a Tania Terrin a Camponogara, il parroco: «La prima responsabilità è della politica»
Volti scuri e sguardi bassi per un dolore che spezza i cuori al funerale di Tania Terrin. Durante l’omelia il parroco Peron ha criticato la politica che si indigna ma taglia i fondi alle associazioni in difesa delle donne

Sabato 29 agosto, si sono tenuti a Camponogara i funerali di Tania Terrin, uccisa a 39 anni dall’ex compagno Dino Keber.
Già un'ora prima dell'arrivo del feretro di Tania Terrin hanno iniziato ad arrivare in chiesa a Camponogara amici, conoscenti, semplici cittadini.
Volti scuri, sguardi bassi, interrogativi ancora senza risposta per un dolore che spezza i cuori. La madre Marinella Forner è arrivata stretta nell'abbraccio della famiglia, come il papà Giancarlo, maschere di dolore che non si possono e non si vogliono nascondere.
Sulla bara di legno bianco sono stati deposti dei fiori anch'essi bianchi. Ad accoglierla, la madre e altri familiari e amici della donna.

Al funerale anche le istituzioni, il prefetto di Venezia, il presidente della Regione, la vicesindaca della città metropolitana, tanti sindaci della Riviera e del Miranese. C'è ancora chi si interroga su quanto è successo, chi maledice l'assassino, chi stringe i pugni dalla rabbia mentre i canti religiosi accolgono Tania davanti all'altare.
Il feretro è stato accolto in chiesa dalle note di Amazing Grace.
L’omelia di don Alberto Peron
Nella sua omelia il parroco don Alberto Peron ha criticato la politica che si indigna e strepita ma poi taglia i fondi alle associazioni in difesa delle donne per spendere in armamenti.
Queste le sue parole: «La responsabilità è di tutti e per prima della politica, che a parole sostiene e promuove le associazioni anti-violenza, ma di fatto varie volte dirotta quei fondi a favore di difesa e armamenti».
«Pretendiamo maggiore attenzione da parte della giustizia - ha aggiunto - che sappia applicare e non soltanto generare ulteriori mezzi repressivi. Serve una rete che dobbiamo tessere insieme, una trama di relazioni positive e costruttive che esprime il senso di comunità contro la solitudine e la prepotenza».

Peron ha condannato le amicizie frivole, gli eccessi che fanno rumore e non lasciano nulla. Ha esortato a rompere i silenzi, a entrare nella solitudine degli altri, a fare vera comunità perché nessuno sia solo.
Peron ha poi aggiunto: «Forse è di questo silenzio, come scrive la poetessa Alda Merini, ciò di cui c'è bisogno di più in questo momento. Un silenzio che sa parlare, che non cerca di spiegare o di consolare, ma semplicemente di esserci».
«Le persone che mi conosco per la solita parlantina forse pensano che ho fretta, invece ho solo bisogno di silenzio. Tanto ho parlato, troppo ho parlato. È arrivato il momento di tacere, di raccogliere i pensieri allegri, tristi, dolci, amari. Ce ne sono tanti dentro a ognuno di noi e gli amici veri sanno ascoltare anche il silenzio. Sanno aspettare, capire».
La commozione di amici e parenti
Forte la commozione al termine della cerimonia. All’esterno della chiesa è stata fatta partire la canzone "Ho perso le parole" di Ligabue.
Intorno alla bara bianca si sono riuniti i familiari e gli amici più stretti. Sul feretro, anche una spilla rossa dell'associazione Riviera Donna. La madre di Tania ha baciato la bara e si è stretta ai parenti.
Il messaggio di Stefani
Anche il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, che ha proclamato il lutto regionale, ha partecipato ai funerali.

«Nel giorno del funerale di Tania Terrin abbiamo scelto di proclamare il lutto regionale e esporre le nostre bandiere a mezz'asta, come segno di rispetto e vicinanza. Anche se sappiamo che rispetto e vicinanza non bastano». ha spiegato Stefani.
«Come istituzione - aggiunge - abbiamo una responsabilità ulteriore: agire con determinazione per prevenire la violenza, educare i giovani, proteggere chi chiede aiuto» conclude.
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