Gli imprenditori «Pronti a chiudere ogni rapporto»

PADOVA. «Lavoriamo con la Ortopiazzolla solo da qualche mese. Se le notizie che la riguardano troveranno conferma interromperemo immediatamente il rapporto commerciale». Gianni Canella, vice presidente di Gruppo Alì, ricostruisce così il rapporto con la società di Parabiago coinvolta nel blitz del Ros della Calabria.
«L’azienda ci è stata presentata da un rappresentante con cui abbiamo già dei rapporti per altri prodotti» continua Canella. «Personalmente non conosco alcun Antonio Piromalli. Il tramite, ripeto, è stato questo rappresentante. Acquistiamo da loro le banane visto che nell’area dei Magazzini Generali hanno un capannone in affitto dove fanno maturare il prodotto. Non mi risulta che siano nostri fornitori di agrumi».
Choc anche a Vigonza, nello studio del commercialista che tiene la contabilità della Original Trade Srl. «Siamo totalmente estranei a questa vicenda» si affretta a dire il commercialista che però chiede di rimanere anonimo per non avere ripercussioni a livello d’immagine. «L’azienda sequestrata è nata per gestire un piccolo negozio con due dipendenti. I due soci padovani sono piccole imprenditrici che volevano diversificare l’attività. Sono state imbeccate da un rappresentante che le ha messe in contatto con Cinzia Ferro. Così hanno aperto un punto vendita del marchio francese Jennifer in provincia di Udine. Chi poteva immaginare un simile contesto». Nella visura camerale della Original Trade Srl viene indicato un capitale sociale di 10 mila euro ma nell’ordinanza i carabinieri menzionano un investimento di 100 mila euro per quel piccolo negozio.
Roberto Tosetto, direttore di Interporto, appena avuta la notizia del blitz delle forze dell’ordine è corso a verificare i rapporti che intercorrono con Ortopiazzolla: «Hanno semplicemente un contratto d’affitto. Utilizzano un nostro capannone e pagano un canone mensile ma noi non abbiamo alcun rapporto commerciale. Siamo molto attenti su questo fronte».
Prende le distanze in modo netto Francesco Cera, presidente del Mercato Ortofrutticolo di Padova, una delle strutture più importanti d’Italia, anche se decisamente più piccolo rispetto a quello di Milano.
«Al Maap ci sono 30aziende ma questi non hanno nulla a che vedere con noi. Gli spazi in cui gestiscono la loro attività sono quelli di Interporto».
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