I Forconi: «Sindaci? Solo boia dello Stato»

SOAVE. Invitare i sindaci ai presidi per fare insieme la “rivoluzione”? Nemmeno per idea: «Non vanno invitati, ma vanno stanati e va chiesto loro di smettere di fare i boia dello Stato e di rinnegare il loro partito di appartenenza, altrimenti vadano a casa».
Così, ieri mattina al presidio di Soave, Mariano Ferro (Forconi) e Patrizia Badii (Life), due delle guide del C9D, cioè il Coordinamento 9 dicembre. Che per ora, come organizzazione, conta solo sui dieci nomi dei fondatori perchè la conferenza stampa che era stata convocata ieri mattina per ufficializzare l’organizzazione territoriale del C9D, s’è chiusa dopo due ore di qualcosa di simile ad un comizio, e per di più senza alcun nome. E nemmeno sul sito del C9D, a cui la stampa era stata rimandata, a ieri sera c’era nulla.
Poco male, perchè tra i tanti discorsi sentiti ieri, ne è uscito uno che potrebbe in qualche modo mettere pepe sulla coda dei sindaci. Sindaci che da sabato sono nominati dai C9D perchè anche lì, nei municipi, i “ribelli” ci vogliono mandare le persone che non ce la fanno più a pagare, quelle senza lavoro e quelle senza casa, «perchè il sindaco è quello più vicino alla gente, quello che conosce meglio i suoi problemi».
Eppure i sindaci, e anche qualche deputato, i primi giorni della protesta erano stati allontanati violentemente: «Certamente», replica Badii, «perchè erano venuti qua a fare la passerella, ma noi non ci facciamo strumentalizzare». E se un sindaco bussasse al presidio? «Deve dire da che parte vuole stare, se dalla parte della gente o dalla parte di questo Stato. Devono dire no a chi chiede loro di fare i boia di Stato e rinnegare il partito in cui sono stati eletti», tuona Badii. Insomma, usiamo una parafrasi, «devono tirare fuori gli attributi, devono difendere i loro cittadini». Ferro non s’è tirato indietro: «I sindaci sono il tallone d’Achille di questo Stato. Dobbiamo farli venire fuori, dobbiamo stanarli, non invitarli». A seguire l’invito esteso a tutti: «Andate ad infilarvi nelle aule consigliari».
L’obiettivo del C9D è chiarissimo: far uscire le persone, costruire sul territorio la massa critica che manderà tutti a casa, ma col tempo. «E se non vogliono andarsene» ha minacciato Lucio Chiavegato (Life) invitando all’obiezione fiscale, «noi gli chiudiamo i rubinetti».
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