I venti mestieri che non ci sono più (o quasi) in Veneto

MESTRE. Prosegue la moria delle imprese artigiane: dall’inizio della crisi ad oggi, in Italia si contano quasi 94.400 botteghe in meno. Se nel 2009 le imprese attive sfioravano quota 1.466.000, al 31 dicembre 2014 la platea è scesa a circa 1.371.500 unità. Le Regioni che in termini assoluti hanno perso il maggior numero di imprese artigiane sono state la Lombardia (-11.939), l’Emilia Romagna (-10.126), il Piemonte (-10.071) e il Veneto (-9.934). In termini percentuali, invece, i territori più colpiti sono stati la Sardegna (-12,2%), il Molise (-9,7%) e l’Abruzzo (-9,4%).
Le statistiche sono state elaborate dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre che sulla base dei dati camerali ha anche elencato una ventina di mestieri che negli ultimi decenni sono pressoché scomparsi dalle nostre città e nei paesi di campagna o professioni che sono in via di estinzione a causa delle profonde trasformazioni tecnologiche che li hanno investiti. Eccoli.
1) Arrotino

2) Calzolaio

3) Casaro (addetto alla lavorazione dei latticini)

4) Canestraio (produttore di canestri, ceste, panieri)

5) Castrino (figura tipica del mondo mezzadrile, con il compito di castrare gli animali)

6) Ceraio (produttore di torce, lumini e candele di cera)

7) Cocciaio (produttore di piatti, ciotole e vasi)

8) Cordaio (fabbricante di corde)

9) Fotografo

10) Guantaio

11) Legatore (rilegatore di libri)

12) Norcino (addetto alla macellazione del maiale e alla lavorazione delle carni)

13) Materassaio

14) Mugnaio

15) Maniscalco (addetto alla ferratura dei cavalli, asini, muli)

16) Ombrellaio (riparatore di ombrelli rotti)

17) Ricamatrice

18) Sarto/a

19) Selciatore (addetto alla posa di cubetti di porfido)

20) Barbiere

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








