Il Coronavirus in diretta: dall’ascesa di Zaia al declino di Fontana, l'analisi della prima epidemia “social”
Dalle dirette Facebook agli strappi con il Governo fino ai gesti che passeranno alla storia: abbiamo confrontato la comunicazione social dei governatori delle regioni più colpite dall’epidemia di nuovo coronavirus. Ecco cosa ne è venuto fuori

Il presidente della regione Veneto Luca Zaia (S) e quello della Lombardia Attilio Fontana a palazzo Marino in occasione della conferenza stampa finale al termine della vista della commissione del Cio che sta valutando la candidatura di Milano e Cortina per ospitare le olimpiadi invernali del 2026, Milano 6 Aprile 2019..ANSA / MATTEO BAZZI
Un calvario lungo più di quattro mesi. La lotta contro un nemico invisibile e in larga parte sconosciuto che ha provocato, finora, oltre 34 mila vittime.
Un ciclone che ha cambiato per sempre le nostre vite
e ha amplificato ancor di più nei lunghi giorni di lockdown, l’importanza che i social rivestono nella nostra quotidianità.
Che qualcosa sia cambiato per sempre anche nell’informazione e nella politica, gli italiani del resto lo apprendono quando
le dirette del Presidente del Consiglio
, un tempo ad appannaggio della tv pubblica nazionale, vengono trasmesse e fruite prevalentemente su Facebook e YouTube. Se il digitale e i social sono ormai da anni terreno di propaganda e politica, anche le istituzioni e i politici prendono definitivamente atto che sono oggi il prevalente canale informativo di gran parte della popolazione, spesso più delle reti TV. Sembra scontato, ma è di fatto la fine definitiva di un’epoca che dagli anni ‘50 arriva fino ai giorni nostri.
Il digitale e i social irrompono prepotentemente nelle vite di tutt
i e vengono sfruttati anche dai politici locali per informare i cittadini sull’andamento dell’epidemia. È il caso delle dirette da Palazzo Lombardia, in cui il governatore lombardo Fontana e l’assessore Gallera snocciolano numeri che spesso fanno tremare la Regione e il Paese. Ed è il caso delle
dirette in tarda mattina di Luca Zaia
(ore 12.30), nelle quali il governatore veneto aggiorna i propri cittadini sull’andamento dell’epidemia. Appuntamenti quotidiani che fanno lievitare la fanpage di Zaia e che, anche in virtù della efficiente gestione dell’epidemia da parte del Veneto, lo proiettano come leader di rilievo a livello nazionale.
Per avere un’idea del successo del governatore veneto, è sufficiente dare un occhio ai numeri della sua fanpage: dal 16 febbraio al 26 giugno 2020
acquisisce oltre 240mila fan, un incremento del 56.4%
. Zaia può oggi contare su una base di ben 650mila followers, un caso quasi unico tra gli amministratori locali.
Una crescita, come si può vedere, pressoché costante, mentre
le interazioni sulla pagina registrano il picco a fine aprile
. Del resto la regione Veneto è, a quel punto, un “modello nazionale” per quanto riguarda la lotta al Covid. L’epidemia è partita in parallelo in Veneto e Lombardia (Codogno e Vo’ Euganeo), ma ha avuto un andamento assai differente nelle due regioni a guida leghista anche per le scelte messe in campo grazie alla preziosa consulenza dell’Università di Padova e del professor Crisanti, un personaggio che assumerà presto rilievo nazionale.
La mossa che si rivelerà vincente è quella di
eseguire test a tappeto sulla popolazione
fin dalle prime fasi dell’epidemia: il 27 febbraio, a pochi giorni dal caso zero, le autorità intimano a tutti i residenti di Vo’ Euganeo di sottoporsi al tampone. Lo studio verrà usato dall'Università di Padova per studiare l’andamento della pandemia.
Le dirette fb sistematiche, dalla sede veneta della Protezione Civile, iniziano lo scorso 4 marzo e vanno avanti fino al 30 giugno
. Diventeranno in breve molto seguite e saranno uno dei fulcri della comunicazione social di Zaia nei mesi più duri del Covid-19.
Un’escalation costante quella dei video sulla fanpage che fanno toccare dei veri e propri picchi, come nel caso dello scorso 26 marzo, quando Zaia
” su Rete 4 in cui spiega come il Veneto stia arginando con successo l’epidemia. Il Governatore ne ha per tutti: afferma che la Regione non si è attenuta alle procedure governative: ha fatto più tamponi e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Poi attacca il Governo e l’Europa e rilancia l’eccellenza del "modello Veneto" rispetto al resto del mondo.
Altro picco lo si osserva lo scorso 21 aprile:
, un risultato ottenuto grazie all’aumento dei tamponi, un corrispettivo che non ha paragoni con il resto d’Italia. Ma non solo, il governatore annuncia anche il lancio, a breve, di
una app regionale destinata a tracciare i contagi
: l’obiettivo è mettere in relazione i malati con le autorità sanitarie. Nel paese si parla di questo tema da giorni: ancora una volta la Regione prova a bruciare i tempi puntando su imprenditorialità e operosità leve sulle quali sa di poter coinvolgere molta base elettorale della regione.
E i fb live più visti hanno contenuti diametralmente opposti. I
, parla di modelli matematici con picco delle terapie intensive, dice che si rischiano 2 milioni contagiati. È appena scattato il lockdown nazionale e il governatore mette in guardia i suoi concittadini; ancora una volta lo fa citando numeri della regione e gli studi realizzati dall’Università di Padova.
Il secondo più visto è invece un video del 27 aprile: la sera prima Conte ha annunciato l'avvio della cosiddetta "Fase 2", a partire dal 4 maggio, con l’allentamento progressivo delle misure di lockdown e ancora una volta il Veneto si pone come eccellenza, pronta a scavalcare le aperture del Governo nazionale.
Zaia è netto: bisogna ripartire
, anche se in Italia qualcuno è “meno interessato alle attività produttive” tracciando così una linea di demarcazione tra la Regione e il resto del Paese. Afferma che i veneti mantengono le loro famiglie e il resto d’Italia: la recessione del Veneto è la recessione del Paese e annuncia un’ordinanza che anticipa di qualche giorno i provvedimenti del Governo e (in alcuni casi) scavalca il decreto nazionale. Ancora una volta viene esibito l’orgoglio e il riconoscimento della “diversità veneta”. Una prerogativa costante che a livello comunicativo paga.
I like ai post del Governatore si mantengono alti, anche se
l’apice si ha nei primi di marzo
. Nei giorni di picco dell’epidemia Zaia annuncia che, mentre nel resto d’Italia sono ancora introvabili e costano molto, il Veneto sta ovviando al problema delle mascherine che presto saranno distribuite gratuitamente a tutta la popolazione.
“È la soluzione alla veneta per un problema cruciale in tutta Italia” chiosa il leader del Carroccio veneto, alimentando così strumentalmente e retoricamente l’immagine di una regione produttiva e operosa contro
uno Stato preda di interessi, lentezza e burocrazia
. Sui social acquista definitivamente rilevo nazionale e il carisma del governatore, per molti analisti, potrebbe insidiare la leadership di Salvini alla guida della Lega. Del resto basta vedere il numero di condivisioni del video più visto nella pagina del governatore:
. Ancora una volta viene presentata l’eccellenza veneta a livello nazionale: un brand politico che Zaia ha sfruttato al meglio, a partire dai social.
Tra i fotogrammi e i video che non scorderemo mai di questo 2020 ce n’è sicuramente uno che, ha fatto a suo modo storia. Nel corso di un live da Palazzo Lombardia, il governatore Fontana ammette che un dipendente della Regione è infetto,
indossa poi una mascherina in diretta e annuncia ai followers di non spaventarsi
se in futuro “lo vedranno così”. È il 26 febbraio e il gesto farà clamore: per la Lombardia è l’inizio di un incubo lungo mesi, mentre la modalità comunicativa assume toni quasi sinistri. Una caratteristica che gli amministratori lombardi faranno fatica ad archiviare.
Ma anche la pagina facebook di Fontana cresce durante l’epidemia, e non di poco. La fanpage del Governatore, con relativamente pochi fan prima dello scoppio dell’epidemia da Covid-19, ha oggi ben
125mila fan in più
, un incremento record del +252%.
I picchi di interazioni si registrano a marzo: sono i mesi più duri dall’inizio dell’epidemia. Il post più visualizzato e condiviso è datato 21 marzo. L’Italia è già nel pieno del lockdown, ma è in Lombardia che l’epidemia sembra inarrestabile, in particolare nel bergamasco e nel bresciano.
Il presidente Fontana firma un’ordinanza più restrittiva
. Sono i giorni in cui i medici chiedono più tamponi e più dispositivi di protezione personali, mentre la Regione ha firmato da pochi giorni la delibera (l’8 marzo) la delibera per spostare i malati di Covid non gravi nelle RSA, i centri per anziani.
L’obiettivo è di liberare posti preziosi negli ospedali, il risultato sarà un disastro
e avrà un prezzo altissimo in termini di vite umane, con indagini e procedimenti giudiziari ad oggi ancora in corso.
E il ricorso a modalità di comunicazione più convenzionali, basate maggiormente su status e foto, rispetto ai live, è una delle caratteristiche principali del governatore lombardo.
Il Facebook Live che fa registrare più interazioni è quello dello scorso 19 marzo.
, si lamenta che le misure nazionali sono troppo poco rigorose e che c’è troppa gente in giro senza mascherina. Da lì a qualche mese scoppieranno i dibattiti e, ancora una volta,
i ci saranno altri casi giudiziari sulla mancata istituzione della zona rossa nei comuni di Nembro e Alzano Lombardo
, ma al momento il Paese e l’opinione pubblica sono ancora storditi.
Per la Lombardia sono giorni difficilissimi e anche un intervento esterno di chi ha passato prima nella malattia crea engagement. Le mascherine in Italia sono ancora introvabili e il tono dei commenti lo ricordano, così come molti commenti esortano a “chiusure” ancora più radicali.
L’appuntamento fisso, rilanciato spesso dal governatore lombardo, è poi il consueto bollettino delle 17.30, un appuntamento condiviso spesso dal sito della Regione Lombardia e seguito a livello nazionale. Le interazioni, come si può vedere sopra, fanno registrare
il picco durante i primi giorni di epidemia, per poi affievolirsi mano a mano
durante le fasi successive. Altro fb-live molto seguito è quello di presentazione del nuovo ospedale alla Fiera di Milano, costruito in tempo di record grazie al contributo dell’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso.
È costato circa 17 milioni di euro e fa registrare molti commenti positivi, anche se il tempo farà cambiare molte valutazioni.
L’ospedale si configura infatti come la classica “Cattedrale nel deserto”
: farà registrare infatti il ricovero di pochissimi pazienti e chiuderà virtualmente a giugno 2020. A non chiudere i battenti è invece il virus che, in Lombardia, si dimostra più recrudescente che in altri parti d’Italia.
Dopo l’inaugurazione del nuovo Covid-centre, da fine marzo, il gradimento nei confronti di Fontana cala drasticamente come si può vedere sopra dal numero delle reactions sui suoi post.
La gestione dell’emergenza, anche a livelli di comunicazione social, è apparsa balbettante
, incapace di fornire quelle risposte che cittadini e attori sociali e istituzionali hanno chiesto, più volte, a gran voce.
La premessa è ovviamente che nessuna strategia social può prescindere dalla realtà. E la realtà è che Veneto e Lombardia si sono trovati in questi mesi, per meriti o “fortuna”, di fronte a un’intensità della malattia molto diversa.
Entrambi gli uomini politici inoltre dipendono dalla comunicazione bulimica e pervasiva di Matteo Salvini
e della “Bestia” leghista, ma non allo stesso modo. La retorica di Zaia sembra stagliarsi spesso per proposte e identità da quella salviniana, mentre la comunicazione social di Fontana (anche in virtù di una base di followers più esigua) sembra invece molto più dipendente dalle condivisioni e dalla fanpage dell’ex ministro dell’Interno.
Ma per rendersi conto della differenza è sufficiente vedere il confronto fra le due fanpage.
Si parte da una base molto differente (Zaia ha molti più fan di Fontana), ma
basta osservare le l’andamento delle curve delle interazioni
con quelle del governatore veneto che si impennano ad aprile, e quelle di Fontana, che registrano invece una fase discendente quasi irreversibile da fine marzo in poi, segno di una fiducia calante e di una scarsa capacità di attrarre e coinvolgere la propria fanpage.
Del resto i post di Zaia sono tutti impostati sull’orgoglio di essere veneti in contrapposizione a una presunta “inerzia nazionale”. La pagina del governatore veneto trabocca di attacchi, a volte espliciti, più spesso sapientemente celati, alla gestione del governo Conte, ma offre di volta in volta soluzioni o porta risultati concreti a suffragio delle proprie tesi.
Vengono poi utilizzate massicciamente le dirette Facebook e si punta tutto su una comunicazione empatica con il pubblico
. Il riferimento è ai valori che Zaia sa sono parte della sua base elettorale e del territorio da cui proviene: operosità, caparbietà, imprediitorialità, coscienza civica, praticità contrapposte alla “retorica dalla burocrazia e dei palazzi romani”.
È un tema su cui il leader del Carroccio veneto può battere, forte dei successi nella gestione dell’epidemia messi a punto da un team qualificato di esperti e da un solido sistema sanitario; successo che il Governatore capitalizza magistralmente sui social. Malgrado qualche caduta di stile (non sappiamo fino a che punto inconsapevole) come quando afferma che “tutti hanno visto cinesi mangiare topi” o che “ se il virus perde forza, allora vuol dire che è artificiale”,
la comunicazione è sempre franca e votata all’attacco
, volta a mettere in luce un’eccellenza che sta dando i suoi frutti.
La stessa cosa non si può dire invece per quella di Attilio Fontana, molto più mediata rispetta a quella del collega veneto (
più post con foto e meno dirette Facebook)
e molto più orientata alla difensiva. Anche Fontana gioca sull’operosità dei lombardi contrapposta al resto d’Italia. Lo fa con post quasi lirici, come quando posta l’elogio dell’impresa dell’arcivescovo di Milano, in occasione dell’inaugurazione del nuovo ospedale voluto dalla Regione e realizzato da Bertolaso.
Una differenza ben visibile dall’andamento delle dirette social dei due governatori. Benché si parta da una base di utenti molto differente, e da situazioni sociali non comparabili,
è indubbio che la capacità di Zaia di coinvolgere e mobilitare i followers sia nettamente superiore a quella di Fontana
. Il Covid-19 sembra aver lanciato definitivamente il governatore veneto a livello nazionale e chissà se, malgrado gli endorsement formali, Matteo Salvini a Roma dorme sonni tranquilli.
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