Il figlio di don Sante Sguotti non frequenta l'ora di religione
Niente ora di religione per il figlio del prete-papà: i genitori di comune accordo hanno deciso così. Il bimbo, che frequenta la scuola dell'infanzia, è nato dalla relazione tra l'ex parroco di Monterosso e una parrocchiana. "Non so chi insegna, preferisco non correre rischi" ha detto Sguotti

Don Sante, Tamara e il loro figlio
ABANO. Niente ora di religione per il figlio di Sante Sguotti. Il piccolo, nato dalla relazione tra l'ex parroco di Monterosso e la parrocchiana Tamara Vecil, ha da poco compiuto quattro anni e frequenta la scuola per l'infanzia di Albettone, nel Vicentino. A decidere di non far frequentare al bimbo l'ora di religione sono stati di comune accordo i genitori. «Se conoscessi a fondo chi insegna religione a nostro figlio potrei anche decidere di lasciarlo partecipare».
«Purtroppo - spiega l'ex sacerdote - non essendo sicuro di come viene trattata la materia preferisco non correre rischi. Non intendo, ad esempio, che il bimbo cresca con la convinzione dell'esistenza del demonio. Una figura che, come spesso viene descritta non soltanto nelle scuole, mette inquietudine ai bambini. E' giusto che sappia che esiste il male, ma questo può essere rappresentato in molti altri modi».
Lei è stato per anni alla guida di una parrocchia, le sarà anche capitato di insegnare la dottrina cristiana ai bambini, come pensa di spiegare questa materia a suo figlio?
«Per adesso mi limito a parlare con lui della Bibbia - risponde Sguotti - A volte ci mettiamo a commentare alcuni episodi. Cerco di farlo nel modo più comprensivo possibile. Penso che per un bimbo della sua età sia sufficiente».
Da prete a camionista, a compagno e padre di famiglia impegnato nell'educazione dei figli. Com'è cambiata in questi ultimi anni la sua vita?
«Innanzitutto devo dire che è cambiata in positivo. Non pensavo che la paternità mi rendesse così felice. Un conto è sentirtelo dire, altra cosa è viverlo come sto facendo in questo periodo. E' una realtà che ti impegna ma che è davvero sublime».
Dover arrivare alla fine del mese e mandare a scuola un figlio con lo stipendio di un operaio oggi non è certamente facile?
«Mi preoccupa soprattutto la crisi che sta attraversando anche il settore edilizio dove lavoro come camionista. Certo, far bastare uno stipendio di poco più di mille euro non è facile. Anche perché la casa di Lovolo in cui abitiamo non è ancora del tutto sistemata. Tamara ha il suo daffare come casalinga, ora in famiglia siamo in quattro. Con noi vive infatti anche la giovane che la mia compagna ha avuto dalla precedente relazione. Comunque non mi lamento, c'è chi sta peggio di noi».
PRETI INNAMORATI
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