Il plauso dei sindaci «Siamo già partiti»

VENEZIA. Ognuno di essi fornisce ossigeno per dieci persone, riduce l'inquinamento ed è in grado di assorbire da 7 a 12 kg di emissioni di CO2 all'anno, in buona linea con gli obiettivi fissati dal...
Di Silvia Zanardi
BELLUCO..PRESENTAZIONE CANDIDATI SINDACO ALBIGNASEGO..massimiliano barison BELLUCO..PRESENTAZIONE CANDIDATI SINDACO ALBIGNASEGO
BELLUCO..PRESENTAZIONE CANDIDATI SINDACO ALBIGNASEGO..massimiliano barison BELLUCO..PRESENTAZIONE CANDIDATI SINDACO ALBIGNASEGO

VENEZIA. Ognuno di essi fornisce ossigeno per dieci persone, riduce l'inquinamento ed è in grado di assorbire da 7 a 12 kg di emissioni di CO2 all'anno, in buona linea con gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto. A disegnare un'Italia più "green" è la nuova legge sugli spazi verdi urbani che, dal 16 febbraio 2013, obbliga tutti Comuni sopra i 15 mila abitanti a piantare un albero per ogni neonato e per ogni bambino adottato. Al termine del mandato, per verificare il rispetto della legge, ogni sindaco dovrà rendere pubblico il "catasto" degli arbusti piantati e abbattutti nel comune di sua competenza. Per alcuni Comuni veneti, che da tempo si sono adeguati alla legge Rutelli del 1992, è già prassi consolidata donare alla città un albero per ogni nuovo nato.

A Venezia, come spiega l'assessore all'ambiente Gianfranco Bettin, lo si fa da decenni e gli spazi ci sono: da parco San Giuliano, al parco della Bissuola, al parco di catene e infine ai più modesti polmoni verdi del centro storico (Sant'Elena) e delle isole.

«Già da diversi anni piantiamo nuovi alberi in base alle nascite, e ne aggiungeremo volentieri per i bambini adottati - spiega il sindaco di Albignasego Massimiliano Barison - Negli ultimi cinque anni, abbiamo alberato viali, rinvigorito le aree verdi pubbliche e i parchi. La spesa è sempre a carico dell'amministrazione, ma non sono costi onerosi».

«Ogni primavera, celebriamo le nuove piantumazioni con la festa dell'albero - continua Barison - Abbiamo circa 250-300 nuovi nati all'anno, e altrettanti alberi a cui dare il benvenuto».

Con la nuova legge, i Comuni dovranno piantare gli arbusti a sei mesi di distanza da ogni nascita; rispetto alla vecchia legge Rutelli, verrà anche istituito, presso il ministero dell’ambiente, un comitato per lo sviluppo del verde pubblico.

L'assessore all'urbanistica del Comune di Mira Luciano Claut non è al corrente dell'entrata in vigore della nuova legge - che istituisce la giornata nazionale dell'albero il 21 novembre - ma plaude a essa come una buona iniziativa: «Gli spazi ci sono, l'importante sarà, come vuole la norma, mettere in moto un processo virtuoso che permetta al comune di rispettarla e di rendicontare con efficacia le nuove piantumazioni» afferma.

Se un Comune non adempirà all'obbligo, entro il 31 dicembre di ogni anno l'ente territoriale dovrà disporre delle varianti urbanistiche per assicurare il rispetto delle quantità minime di spazi pubblici per le attività collettive, il verde pubblico o i parcheggi in rapporto agli insediamenti residenziali e produttivi.

«Anche noi ci siamo adeguati alla legge Rutelli e la festa dell'albero è una ricorrenza molto attesa fra i cittadini - spiega Davide Bortolato, assessore all'ambiente di Mogliano Veneto - I nostri 30 ettari di verde, di cui dieci sono curati molto bene dalle associazioni di volontariato, sono tuttavia già pieni di alberi».

«Per questo, negli ultimi anni, regaliamo un albero alle famiglie di ogni neonato - aggiunge - E anche a chi un giardino non ce l'ha, doniamo una pianta da appartamento».

E aggiunge: «Abbiamo in progetto la realizzazione di una nuova area verde a sud dello stadio di Mogliano: probabilmente è lì che troveremo spazio per le nuove piantumazioni».

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