Inchiesta Palude, Donadini in aula: «Mai promessa la joint venture a Ching»

Il vice capo di gabinetto di Ca’ Farsetti risponde ai pm: «Non l'avevo mai visto di persona. Ho avuto una telefonata con lui il 13 o 14 luglio poi lui ha scritto questa mail in cui si lancia in affermazioni non riconducibili a me e che soprattutto vengono smentiti nei fatti». Se verrà rispettato il calendario previsto per le prossime udienze, l'ex sindaco sarà sentito a inizi novembre

Eugenio Pendolini
Derek Donadini
Derek Donadini

Ha scelto di farsi interrogare in aula Derek Donadini, fedelissimo dell'ex sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, a sua volta imputato nel procedimento scaturito dalla cosiddetta inchiesta “Palude”. Nell'udienza preliminare davanti al gup Andrea Innocenti, è cominciato mercoledì 14 ottobre l'esame del vice capo di gabinetto del Comune, che ha ricostruito i suoi rapporti con il magnate di Singapore Ching Chiat Kwong che, secondo l'accusa, sarebbe stato avvantaggiato nella compravendita di Palazzo Papadopoli.

Rispondendo alle domande della sua legale Giulia Ranzato e dei pm veneziani Federica Baccaglini e Roberto Terzo, Donadini ha raccontato di aver sentito parlare per la prima volta della possibile vendita di «alcune aree» a Ching nel giugno del 2016.

A luglio dello stesso anno vi è poi il primo contatto con l'architetto Fabio Valeriani, che ai tempi collaborava con Ching. «Non l'avevo mai visto di persona. Ho avuto una telefonata con lui il 13 o 14 luglio - ha raccontato -, poi lui ha scritto questa mail in cui si lancia in affermazioni non riconducibili a me e che soprattutto vengono smentiti nei fatti».

«Nella telefonata che abbiamo avuto - ha sottolineato - non posso avergli detto che eravamo a favore di una joint venture. Porta di Venezia voleva vendere l'area, ma dall'altra parte era chiaro che volevano fare una joint venture, un altro modello di business. Io questo non posso averlo detto».

L'esame in aula di Donadini proseguirà nella prossima udienza fissata per il 27 ottobre, data in cui dovrebbe essere interrogato anche l'altro stretto collaboratore di Brugnaro, Morris Ceron. Se verrà rispettato il calendario previsto per le prossime udienze, l'ex sindaco sarà sentito a inizi novembre.

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