Ironiche scuse di Toscani ma il Veneto si offende

VENEZIA. Oliviero Toscani si scusa, a modo suo, con i veneti, in una missiva inviata ieri a Zaia. La lettera – a fianco – si scusa per il «linguaggio coloritamente leghista» usato alla «Zanzara» su Radio 24, omaggia Zaia come «presidente di tutti i veneti, astemi, sobri e ubriaconi». Ma Toscani conclude: «dentro di me resto convinto di quel che ho detto». E così, fra una blandizia e una critica, ricorda il «venetoleghismo» intollerante, poco generoso e individualista. Parole destinate a rinfocolare polemiche e bufera politica. Toscani fa capire che in Toscana, dove lui lombardo è stato adottato, non se la sarebbero presa tanto, per quel che ha detto alla radio («I veneti sono un popolo di ubriaconi e alcolizzati: poveretti, non è colpa loro se nascono in Veneto. Alcolizzati atavici erano i nonni, i padri, le madri, il loro è un destino. Basta sentire l’accento veneto: è da ubriachi, da alcolizzati, da ombretta, da vino»). E poi ricorda i versi di Charles Baudelaire sull’ebbrezza alcolica. E chiudere con un invito a Zaia e ai veneti a un brindisi all’Italia Unita...
E Zaia? ha risposto per ora con un sondaggio sui social network, Twitter compreso, pubblicando la lettera e chiedendo ai veneti di pronunciarsi. Pollice verso o alzato? I primi tweet erano rabbia pura, e in tanti chiedono a Zaia di andare fino in fondo con la denuncia. A proposito di social: su Facebook nascono gruppi «Denunciamo Toscani». Una sollevazione. Persino le t-shirt piccate: «Meglio imbriagoni che infami». Un caso.
Scanserà la denuncia di Zaia e di un’intera regione? Il fotografo dovrà comunque fare i conti con una raffica di denunce in Procura. Non solo quella di «Veneto nostro-Raixe Venete», presentata mercoledì dall’avvocato patavino Matteo Mion, che chiede pure i danni. A Verona una donna e tre ragazzi, lo querelano per diffamazione, con l’aggravante della discriminazione etnica, estremi di reato previsti dalla legge Mancino contro il razzismo. «Aspetto rilevante», sottolinea l’avvocato scaligero Andrea Bacciga, legale dei quattro, «c’è la possibilità per tutti i residenti del Veneto di costituirsi parte civile in questo procedimento, per chiedere un risarcimento per il danno».
Il 10 febbraio Veneto Si – che ha denunciato civilmente e penalmente Toscani, con l’avvocato vicentino Marco Bortolan – presenterà anche la class action contro il fotografo, responsabile di concorrenza sleale contro i produttori veneti di vino e dell’intera filiera. «Abbiamo già 150 sottoscrizioni», annuncia il coordinatore, il trevigiano Gianluca Busato.
Ettore Beggiato, già esponente di Upv, Liga-Veneta Repubblica, e Lega, ha denunciato Toscani sul sito del governo, al link dell’ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (www.unar.it, 800- 901010), settore Pari Opportunità. E invita tutti a fare altrettanto. «I razzisti mi hanno sempre fatto schifo, gli italiani poi sono fra i peggiori in assoluto», dichiara, «da oltre 30 anni, da veneto cosciente della mia identità, subisco il razzismo italiota: parlano molto bene, sono intellettuali, docenti universitari, ma sono profondamente razzisti verso il mio popolo, il popolo veneto. Chiedo che tutti gli antirazzisti si facciano sentire e che i parlamentari veneti controllino l’attività dell’ufficio». Insorge anche «Prima il Veneto», associazione che allinea molti ex leghisti espulsi da Tosi. «Le parole di Toscani sono come le occhiate maliziose di vecchie signore lanciate ai giovanotti che non se le caricano più, Toscani spara in delirio di alienazione, con un’ipocrisia senza decenza, essendo produttore di vino», sbotta Luigino Vascon , «Ci è o ci fa? Di sicuro sputa nel piatto dove ha mangiato, chissà cosa ne pensano gli imprenditori veneti che per anni lo hanno pagato».
Luciano Benetton, da molti chiamato in causa, non ha sin qui commentato le parole del suo profeta della comunicazione. Altri anni. I bene informati dicono che comunque i rapporti tra i due siano oggi cordiali, come ai bei tempi. a.p.
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