La Marmolada torna al Trentino, Zaia: "Difenderemo quel confine"

Sentenza dell'Agenzia del Territorio di Roma che ha posto fine ad una disputa di decenni. Ma il Veneto non ci sta
Veduta del ''balcone '' sul tetto delle Dolomiti, 19 luglio 2011. La terrazza realizzata a 3.265 metri di quota sulla stazione d'arrivo della funivia a Punta Rocca. ANSA / UFFICIO STAMPA MARMOLADA +++NO SALES - EDITORIAL USE ONLY+++
Veduta del ''balcone '' sul tetto delle Dolomiti, 19 luglio 2011. La terrazza realizzata a 3.265 metri di quota sulla stazione d'arrivo della funivia a Punta Rocca. ANSA / UFFICIO STAMPA MARMOLADA +++NO SALES - EDITORIAL USE ONLY+++

ROMA. La Marmolada (3.343 metri) è trentina: la «sentenza» è dell'Agenzia del Territorio di Roma che ha posto fine ad una disputa di decenni affermando che sui confini provinciali della Regina delle Dolomiti vale quanto stabilito dal decreto del presidente della Repubblica Sandro Pertini promulgato nel 1982 e ribadito anche dal Consiglio di Stato, nel 1998, con una sentenza che fissava il confine sulla linea della cresta che da Punta Rocca scende verso il Passo Fedaia, coincidente con la linea di displuvio del monte.

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La decisione sconfessa l'accordo del 2002 tra gli allora presidenti della Provincia di Trento, Lorenzo Dellai, e della Regione Veneto, Giancarlo Galan, che, con la cartografia allegata modificava nei fatti i confini a favore del Veneto.

A sollecitare il pronunciamento dell'Agenzia del Territorio era stato, in gennaio, il Comune di Canazei, con il sindaco, Silvano Parmesani, ed il vice, Luca Guglielmi, che, insieme all'allora sindaco di Vigo di Fassa, Leopoldo Rizzi, ed a funzionari della Provincia, avevano rivendicato la revisione dei confini catastali del massiccio della Marmolada a proprio favore ed a scapito di quello di Rocca Pietore.

«Giù le mani dalla Marmolada, la difenderemo con le nostre unghie. Difenderemo quel confine, nel senso che riguarda gli impianti di risalita, attività economiche e identitarie che sono del Veneto».

Lo ha affermato a Venezia Luca Zaia, governatore del Veneto, sulla decisione dell' Agenzia del territorio che farebbe passare la cima più alta delle Dolomiti in toto al Trentino.

«Del resto - ha aggiunto Zaia - si tratta di un dibattito che va avanti da decenni, e vogliamo entrare nel vivo con la convinzione di avere una proposta alternativa. Questa è una partita che si potrebbe risolvere con il buon senso, ma mi sembra di capire che il buon senso è stato affidato ai legali, allora continueremo con i legali. Questa è una partita che eredito; se fosse iniziata con noi sarebbe già conclusa perché avremmo trovato un accordo, ho ereditato una partita di scartoffie da paura di sentenze contro sentenze - ha concluso - che cercheremo di risolvere». 

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