La protezione civile regionale «Sono possibili nuove frane»

VENEZIA. Il Centro funzionale di Protezione civile della Regione prevede «la possibilità di innesco di fenomeni franosi superficiali sui versanti e la possibilità di innesco di colate rapide. Si...

VENEZIA. Il Centro funzionale di Protezione civile della Regione prevede «la possibilità di innesco di fenomeni franosi superficiali sui versanti e la possibilità di innesco di colate rapide. Si segnala la possibile riattivazione e/o accelerazione dei fenomeni di dissesto idrogeologico di grandi dimensioni».

Il bollettino. Così il bollettino numero 5 del responsabile della Protezione civile regionale, Roberto Tonellato, diffuso ieri mattina. Che prevede ancora uno stato di «moderata» criticità idrogeologica e criticità idraulica su gran parte del territorio veneto. La protezione civile, che raccoglie e diffonde anche le previsioni meteo (per oggi sono previste ancora piogge, con graduale peggioramento nel pomeriggio).

Il ministro. Sul tema del dissesto idrogeologicova registrata la polemica che il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato innesca nei confronti del governatore Luca Zaia: «Il Commissario è il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e spero che gli ultimi eventi lo sollecitino ad accelerare tutte le procedure, che in Regione sono facilitate per quanto riguarda i tempi» ha detto il ministro padovano a Vicenza, visitando gli impianti siderurgici della Beltrame.

L’ondata di maltempo che ha investito in questi giorni il Veneto ha riproposto il tema dell’assetto del territorio: «La cosa principale da fare per scongiurare le alluvioni è un grande bacino di espansione, dove l’acqua sta ferma quando ne arriva tanta. Se non si fa quest’opera - ha poi precisato Zanonato - tutto il resto può aiutare ma non risolve il problema, dobbiamo avere il bacino di espansione». «Dal Governo ci sarà un’attenzione particolare - ha promesso il Ministro Zanonato - perchè il Veneto è un territorio fragile, dove si produce moltissimo, densamente molto abitato e che quindi va protetto in maniera speciale. Gli eventi più tragici sono avvenuti qualche ora fa - ha poi detto Zanonato - e quindi il Governo non ha avuto ancora il tempo per discuterne. Questo problema ce l’ho molto a cuore, perchè anche la mia città, ossia Padova, ha avuto problemi seri ed è riuscita a cavarsela fortunatamente, ma sappiamo bene che servono queste opere fondamentali».

L’inchiesta. E a Padova, la magistratura ha riaperto l’inchiesta sulla difesa degli argini del Bacchiglione per capire se esistono responsabilità penali legate ai mancati lavori attuati finora.

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova