La ricetta antisisma? Sollevare i palazzi da terra

PADOVA. Il rischio sismico? Si può ridurre con la prevenzione e la messa in sicurezza degli edifici. Che non vanno rasi al suolo, demoliti e poi ricostruiti ma sollevati da terra e messi in sicurezza con un «isolatore sismico» che annulla la forza devastatrice della scossa tellurica. Si possono sollevare fino a 60 centimetri per consentire la posa di materiali di gomma e acciaio sotto le fondamenta e dare così elasticità all’edificio che in caso di terremoto si muove dolcemente ma non crolla.
Palazzi storici, chiese, musei, scuole e anche ospedali: una lista infinita di interventi che rischia di restare una scommessa tutta da vincere in un’Italia che ad ogni stagione conta i danni delle catastrofi naturali. Allagamenti e terremoti sono due flagelli che continuano a segnare un Paese il cui territorio è al 70% collinare e montuoso con un elevatissimo rischio sismico: la Protezione civile ha calcolato in 135 miliardi i danni causati dai terremoti negli ultimi 40 anni.
E mentre l’Emilia si prepara a ricevere il premier Enrico Letta il 30 maggio, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi insiste sulla necessità di «salvare gli edifici pubblici per ricostruire il tessuto sociale di una città: ci sono 408 milioni a disposizione per tale obiettivo», ha detto Lupi ieri in commissione Ambiente alla Camera. Per il disastro dell’Aquila sono stati stanziati 6 miliardi ma il traguardo è ancora lontano mentre l’Emilia ha bruciato le tappe e molte imprese hanno aperto i battenti da sole, anche se nessuno può dimenticare che il presidente della regione Vasco Errani ha chiesto e ottenuto 10 miliardi di euro dal Governo. Ora come si può uscire definitivamente dall’emergenza ?
«La mappa geosismica dell’Italia parla di 4 zone a diverso rischio, anche se il disastro del 2012 in Emilia invita alla riflessione. Non solo l’Aquila, il Modenese e il Ferrarese ma anche il Veneto va messo sotto tutela, per non parlare del Friuli. Ci sono le scuole, gli ospedali, le carceri e anche le prefetture da mettere a norma per evitare che la gente finisca in trappola. Poi c’è la lista infinita del nostro patrimonio storico-culturale: pensiamo ai musei, ai capolavori che custodiscono e alle chiese affrescate. Ecco, abbiamo l’obbligo di tutelare i tesori da consegnare all’umanità», afferma l’ingegner Luigi Patanè, amministratore delegato di Consta Spa, una delle aziende più affermate nel settore dell’ingegneria sismica.
«Noi operiamo in tutta la zona dell’Abruzzo colpita dal sisma del 2009 con circa 50 commesse. In Emilia gli interventi riguardano il retrofit antisismico dei capannoni industriali: grazie alle moderne tecnologie isoliamo gli edifici senza bloccare la continuità produttiva. E stiamo operando anche a Cesena e Pesaro Urbino sempre per la prevenzione antisismica di edifici sensibili quali scuole, ospedali e altre strutture pubbliche. Ecco, con orgoglio posso annunciare che la Consta ha ottenuto due grandi commesse in Turchia, che presenta un rischio sismico tra i più elevati al mondo. A Istanbul non c’è tecnologia che garantisca la sicurezza di una moschea e di una cattedrale, ma noi ci riusciremo. Del resto, dopo l’intervento sullo stabilimento di acqua minerale Guizza San Benedetto a Popoli (Aquila) ogni traguardo si può superare, con tenacia e passione. La sensibilità degli amministratori pubblici e degli imprenditori sta aumentando e tra qualche settimana inizieremo a sollevare un condominio di 8 piani con una base di 1500 mq del peso di 12 mila tonnellate. Si tratta di 45 appartamenti che verranno alzati di 60 centimetri senza nessun cedimento statico. Usiamo dei martinetti ad olio ad alta pressione che possono sollevare 130 tonnellate l’uno ma si interviene con grandissima cura: 1 centrimetro l’ora. Abbiamo un progetto anche per la chiesa di San Moisè di Venezia che non decolla per i costi considerati eccessivi, ma prima o poi ce la faremo. E così pure per un altro palazzo storico a Rialto».
E agli increduli non resta che osservare il video su You Tube e sul sito del nostro giornale per capire come si possa davvero fare i miracoli. Del resto, se la tecnologia ha collegato Parigi e Londra con un tunnel sotto la Manica dove viaggiano i treni, che sarà mai sollevare un metro da terra un museo o una chiesa?
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