Ladri a villa Rodella-Galan via grondaie e lampade

CINTO EUGANEO. A forza di evocarlo, il ladro è arrivato. Il riferimento era a tutt'altra persona, ma quel "Ladro! Ladro!", gridato a più voci da ciclisti e passanti che si trovavano a transitare per Villa Rodella, evidentemente ha materializzato il pericolo.
Già, perché qualche mattina fa gli operai, che si sono presentati nella vecchia dimora dell'ex governatore del Veneto ed ex ministro Giancarlo Galan si sono trovati di fronte al fatto bello e compiuto: qualcuno si era introdotto nella villetta di Cinto Euganeo, già residenza dell’onorevole Galan fino all'ottobre scorso, come sede dei domiciliari del deputato forzista, portando via grondaie e murature.
Ad accorgersi della razzia sono stati gli operai che, da qualche mese, lavorano a Villa Rodella per ripristinare l'immobile in vista dell'asta e per sistemare i danni compiuti dallo stesso Galan, che prima di trasferirsi a Bastia di Rovolon ha ben pensato di sradicare termosifoni e sanitari, compromettendo persino intonaci e caminetti.
Un rappresentante dell'Agenzia del Demanio, allertato dai lavoratori, nel corso di un controllo avvenuto l'altro ieri si è reso conto che effettivamente da Villa Rodella qualcosa era sparito. Nello specifico otto grondaie in rame, una acquasantiera in pietra e due punti luce senza valore artistico. Il furto sarebbe avvenuto tra il 19 febbraio e il 18 aprile, ed è ovviamente stato segnalato ai carabinieri. I ladri non si sono introdotti all'interno della residenza, ma si sono limitati ad aprirsi un varco sulla rete che dà sul retro e ad asportare il materiale dall'esterno della villa, ben coperti dai campi che danno sul lato nord della dimora.
La banda ha potuto agire indisturbata anche per l'assenza di un sistema di videosorveglianza: prima di andarsene, l'ex governatore veneto ha deciso di staccare pure le videocamere di controllo, lasciando sulle pareti solamente i supporti. Il segno del degrado a Villa Rodella è d'altra parte ormai un pugno dell'occhio che cozza con l'eleganza e la maestosità che contraddistinguevano il complesso ottocentesco fino all'autunno scorso.
Se anche infissi e muri sono intatti, oggi la villa è circondata da erba alta e da una vegetazione selvaggia, dove la poesia di rose e fiori in pieno risveglio - notoriamente oggetti di cura minuziosa da parte dello stesso Galan, provvisto di “pollice verde” - si mescola allo stato di abbandono dell'ampio giardino e della vegetazione che cresce lungo la strada e sui fossati di cinta. L'erba infestante ha preso il posto del Land Rover Defender o del trattorino - regalo dei suoi assessori veneti in occasione del matrimonio, celebrato il 6 giugno 2009 - storicamente parcheggiati in bella vista in giardino, invadendo anche il suggestivo vialetto che fa da ingresso a est.
Qualcuno ha persino marchiato la recinzione in muratura che dà sulla strada, vergando con lo spray rosso un Leone di San Marco. Lo stesso simbolo è stato impresso sui due ingressi principali di Villa Rodella. Quella che pareva una fortezza inespugnabile, oggi è diventata una terra di conquista. Va ricordato che già la prossima settimana la presidente della Camera, Laura Boldrini, potrebbe calendarizzare il dibattito in aula sulla decadenza da deputato di Galan, che si trova in detenzione domciliare a Rovolon.
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