L’archivio del processo sul Vajont resta a Belluno, l’annuncio del Ministero

Oltre 5mila documenti relativi al processo sul Vajont resteranno a Belluno. L’annuncio arriva dal sottosegretario alla Cultura Mazzi. Zaia: «Noi garanti della memoria»

E.c.
La diga del Vajont
La diga del Vajont

Il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi ha dichiarato oggi, unitamente al Ministro Ciriani, che l’archivio rimarrà per sempre a Belluno, dove già si trova.

All'Aquila, che fu sede del processo, verranno consegnate le riproduzioni digitali. «Quei 5205 documenti contenuti in 250 buste rappresentano un monito perenne - ha aggiunto Mazzi - appartengono alla memoria di tutti gli italiani e ancor più della comunità veneta di cui faccio parte».

La Regione Veneto «si farà garante per la conservazione e per un grande progetto di divulgazione» degli atti processuali del Vajont. Lo ha affermato in una nota il presidente del Veneto Luca Zaia, dopo la notizia che la documentazione resterà restare a Belluno.

Continua il governatore del Veneto: «In seguito alla nota del Mic che annuncia che l’archivio processuale della tragedia del Vajont rimarrà a Belluno, esprimo soddisfazione per una decisione in armonia con le aspettative dei sopravvissuti e di tutto il territorio».

«Ringrazio il ministro Sangiuliano, che dimostra sempre grande attenzione al Veneto, e tutto lo staff del Ministero. Come Regione siamo già pronti ad avviare al più presto con il Governo il progetto di collaborazione per la conservazione e la divulgazione di questo grande patrimonio della memoria legato ad una delle più grandi tragedie che abbia mai colpito la nostra terra. La raccolta di tutti gli atti processuali sarà un riferimento morale di primaria importanza, secondo solo al cimitero monumentale di Fortogna».

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