Laureati in corsia c’è il ricorso al Tar del sindacato Anaao «Non è la via giusta»

Sindacato di medici e dirigenti sanitari contro le delibere di Ferragosto della giunta Zaia «Rischio di forte aumento  delle richieste di risarcimento»



Arriva il ricorso contro i medici non specializzati in corsia: l’Anaao Assomed, associazione sindacale di medici e dirigenti sanitari, l’aveva annunciato da tempo ed ora il sindacato è passato dalle parole ai fatti. Ieri il segretario regionale dell’Anaao, Adriano Benazzato, ha impugnato la “delibera di Ferragosto” al Tar di Venezia, accusando l’illegittimità del documento e dei due avvisi che ne sono seguiti.

Ma facciamo un passo indietro. È il 15 di agosto quando la Regione Veneto approva la controversa delibera in cui stabilisce che, data l’assoluta urgenza di reperire nuovi medici, gli ospedali apriranno le porte a 500 laureati (ma non ancora specializzati) destinati in parte ai Pronto Soccorso (320) e in parte ai reparti ospedalieri di Geriatria (180). Non avendo ancora conseguito la specialità, si precisa inoltre che le giovani leve dovranno frequentare un corso di formazione obbligatorio di 92 ore (più 308 di tirocinio pratico).

Immediata la reazione dei sindacati (gli strutturati, in questo sistema, dovrebbero fare da tutor a ragazzi ancora in erba, vedendo aumentare mole di lavoro e responsabilità), degli atenei (che si sono visti sollevare dal ruolo di formatori), perfino degli studenti, che hanno subito evidenziato i potenziali rischi di una simile manovra.

Poi, smussando qualche angolo, una quadra tra azienda sanitaria, Regione ed atenei è stata trovata: il 15 settembre si è aperto il primo bando, per il Pronto Soccorso, e un mese dopo anche il secondo, per la Geriatria. Ma l’Anaao non ci sta: ieri ha presentato ricorso al Tar, tenendo fede a quando annunciato. «La scelta di far fronte alla carenza di personale con l’ingaggio di medici privi di qualsiasi formazione specialistica» attacca Benazzato «espone sia costoro sia le aziende sanitarie al serio rischio di un aumento esponenziale delle richieste risarcitorie».

La strategia, secondo il segretario dell'Anaao, appare tanto più insensata in considerazione dei numeri che il sindacato ha potuto verificare con un accesso agli atti: «Tra medici specializzati e specializzandi dell’ultimo anno, che possono già partecipare ai concorsi» spiega infatti Benazzato «in Veneto abbiamo 1300 risorse. Un numero che è perfino eccedente rispetto all’attuale fabbisogno». La via maestra, secondo il sindacato, potrebbe essere l’esempio della Lombardia, che proprio in questi giorni da dato il via libera all’inserimento in corsia di 2mila specializzandi ormai sul finire del ciclo di formazione. «Una soluzione funzionale» dice Benazzato «sensata e legittima. La Regione Veneto, invece, con la scusa della carenza dei medici cerca di risparmiare sulla pelle delle persone». —



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