L’azienda padovana: «In Bangladesh consigliati dal Pime»

Manifattura Corona di Casalserugo ammette: i missionari ci hanno invitato a investire nella fabbrica del Rana a Dacca
Rescue workers carry a body as they recover it from the debris of the damaged building at Savar, Dhaka Bangladesh, Dhaka, 30 April 2013. The death toll rose to 389 while 1000 remained missing so far following the collapse of the Rana Plaza on 24 April that housed mostly garment factories. The army has taken over full charge of the rescue operation using heavy machines like cranes and bulldozers. ANSA/ABIR ABDULLAH
Rescue workers carry a body as they recover it from the debris of the damaged building at Savar, Dhaka Bangladesh, Dhaka, 30 April 2013. The death toll rose to 389 while 1000 remained missing so far following the collapse of the Rana Plaza on 24 April that housed mostly garment factories. The army has taken over full charge of the rescue operation using heavy machines like cranes and bulldozers. ANSA/ABIR ABDULLAH

VENEZIA. Da una decina d’anni la Manifattura Corona produce una parte dei capi di abbigliamento in Bangladesh, come fanno praticamente tutte le aziende del settore tessile, distribuendo il lavoro alle ditte locali. Fra queste c’era anche la Phantom, operativa su due piani del Rana Plaza, l’enorme edificio crollato il 24 aprile. «Avevamo già lavorato con questa azienda» racconta Francesca Berto, numero uno della Manifattura Corona «perché approvata da un’entità terza e indipendente. Si tratta dei missionari del Pime, il Pontificio Istituto Missioni Estere, da anni presente in Bangladesh come in molte altre parti povere del mondo. Fratello Massimo Cattaneo ci aveva segnalato questa ditta come una di quelle che rispondevano ai più alti standard sia in termini di condizioni lavorative che di trattamento salariale. Alcuni degli ex studenti della scuola del Pime, la Novara Technical School, lavoravano alla Phantom e i missionari si accertavano delle condizioni salariali e di lavoro e li seguivano costantemente». Ora fra le vittime ci sono anche cinque ragazze della scuola del Pime, ne danno notizia gli stessi missionari.

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