Le azioni della Bpvi? «Valevano la metà» E Sorato ricusa il gip
vicenza. «Lo abbiamo messo nero su bianco nella nostra relazione: le azioni della BpVi valevano, a partire dal 2012, non più di 28,83 euro ciascuna, non 62,5 euro. E questo indica indubbiamente una critica all’operato del prof. Mauro Bini, che era stato incaricato dalla BpVi in tal senso». Ma la colpa, per così dire, del fatto che la quotazione indicata era superiore di più del doppio di quella reale, più che di Bini fu della documentazione e degli obiettivi strategici che arrivarono direttamente dalla banca.
È stato questo uno dei passaggi più significativi della lunga udienza di ieri, nella quale sono stati ascoltati in controesame, davanti al collegio presieduto da De Stefano (giudici Garbo e Amedoro), Roberto Tasca, Gaetano Parisi e Lara Castelli, i tre esperti chiamati come consulenti dai pubblici ministeri Pipeschi e Salvadori per fare chiarezza sul fenomeno delle “baciate”.
I consulenti hanno difeso il loro operato anche quando hanno definito “baciata” l’operazione di Micoperi, la società di cui fu presidente del cda l’ex ragioniere dello Stato Andrea Monorchio (già vicepresidente del cda di BpVi, inizialmente indagato, per il quale è stata chiesta l’archiviazione), che acquistò 10 milioni di azioni un anno e mezzo dopo aver ottenuto un finanziamento da 20 milioni. I consulenti, che hanno spiegato di aver trovato una sola volta nella mole enorme di documenti della banca che hanno analizzato la parola “baciata” (nel commento ad una delibera), hanno riferito che il sistema era collaudato, perché ripetuto centinaia di volte. E che tutte le informazioni erano disponibili all’intera filiera.
Ieri è ripresa anche l’udienza preliminare di Samuele Sorato, l’ex direttore generale della BpVi. La sua difesa ha chiesto la ricusazione del giudice per incompatibilità. L’avv. Fabio Pinelli lo ha fatto ieri pomeriggio. «La questione presentata - rileva Pinelli - non riguarda in alcun modo il profilo soggettivo del dott. Venditti. Ciò detto, questo giudice ha già giudicato con riferimento a posizioni strettamente connesse in fatto e in diritto, inscindibili da quella di Sorato ».
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