Libro negazionista sul clima nelle scuole bellunesi: «Il governo lo ritiri»
Monta la polemica: il senatore Martella del Pd presenta un’interrogazione. Chiamati in causa il ministro dell’Istruzione insieme a quello dell’Ambiente: «Chi ha autorizzato la distribuzione negli istituti superiori del Bellunese?»

«Chiediamo al governo Meloni, con i suoi ministri competenti, di verificare come sia stata autorizzata la distribuzione di questo volume, di valutarne la sospensione cautelativa e di rafforzare nelle scuole un’educazione climatica fondata sulle evidenze e il consenso della comunità scientifica».
Il parlamentare del Partito democratico veneto Andrea Martella ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente Picchetto Fratin e della Pubblica istruzione Valditara sul volume distribuito dal Comune di Belluno nelle scuole superiori dedicato al cambiamento climatico.
In una sua parte, il presidente dei geologi veneti Giacchetti dice, di fatto, che il riscaldamento globale non è causato dall’uomo. Ed è scoppiato il putiferio. Prima di Martella, a sollevare il caso a livello parlamento sono stati l’altro giorno i 5 Stelle. Tante le voci contrarie, con il Comune di Belluno che però intende tirare dritto: non vuole ritirarlo dalle scuole. E con la Regione Veneto che si smarca: ha dato i soldi ma non ne sapeva nulla.
Un testo negazionista che, per Martella, va quindi ritirato dagli istituti superiori del Bellunese. L’ex segretario del Pd veneto parte dalla constatazione che l’estate appena trascorsa ha mostrato quanto il cambiamento climatico sia già parte della nostra vita quotidiana: «L’estate 2026 è stata la più calda mai registrata nell’Europa occidentale, mentre agosto è risultato il più caldo mai osservato a livello globale.
E di fronte a tutto questo che cosa facciamo? Portiamo nelle scuole tesi che ridimensionano il ruolo delle attività umane nel riscaldamento globale?».
Al centro dell’interrogazione le affermazioni contenute appunto nel contributo del presidente dell’ordine dei Geologi del Veneto Giorgio Giacchetti.
«Chiediamo quindi al governo, coi suoi ministri competenti, di verificare come sia stata autorizzata la distribuzione del volume. E di valutarne la sospensione. Possiamo discutere delle soluzioni, delle politiche e dei tempi. Ma sarebbe irresponsabile promuovere confusione sui fatti».
La genesi: la Regione era intervenuta, ai tempi della giunta Zaia, rispondendo affermativamente alla richiesta del Comune di Belluno per un contributo alla realizzazione di un convegno su come affrontare le criticità del cambiamento climatico in montagna. Il convegno è stato realizzato in ottobre e gli atti sono stati pubblicati in aprile, per poi finire nelle scuole. E sono stati gli stessi studenti a denunciarne subito i contenuti negazionisti.
Al collega veneto Martella replica però il senatore bellunese di Fratelli d’Italia Luca De Carlo: «Che l’attività antropica abbia un impatto sul fattore climatico è evidente. Sul quanto incida, però, il dibattito tra scienziati è aperto», afferma. De Carlo poi sottolinea che la pubblicazione sul cambiamento climatico distribuita nelle scuole superiori di Belluno si limita a riportare le tante visioni sul tema: «C’è quella riduzionista del dottor Giacchetti, Ma c’è anche quella diametralmente opposta dell'ingegner Mazzon, che vede nell’uomo la causa diretta del riscaldamento globale. Personalmente, credo che 8 miliardi di persone un impatto lo creino. Starà ai giovani, al loro spirito critico, approfondire e farsi un’idea propria. A chi invoca il ritiro del testo, dico che non c’è nulla di più pericoloso di chi legge un libro solo e che la scuola non è un luogo di opinioni a senso unico».
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