Mafia: nel 2015 dal Veneto 7,8 miliardi di euro verso paradisi fiscali

Aumentano le segnalazioni di operazioni sospette in Veneto da parte delle banche: sono state 6.430 nel 2015, secondo l’ufficio indagini finanziarie della Banca d’Italia. Si tratta di un indice di attività di riciclaggio che pone la nostra regione quarto posto in Italia dopo la Lombardia, il Lazio e la Campania. È dato aggiornato della relazione semestrale che il deputato padovano Alessandro Naccarato (nella foto) prepara semestralmente per il forum sicurezza del Pd sulla penetrazione delle organizzazioni mafiose in Veneto. I movimenti finanziari che interessano la regione sono impressionanti: nel 2015 sono partiti 7,8 miliardi di euro dal Veneto verso paesi a fiscalità privilegiata (i cosiddetti “paradisi fiscali”). Più imponente il flusso al contrario: sono rientrati in Veneto oltre 11 miliardi di euro.
«La mafia in Veneto è un fenomeno lento e strisciante – sottolinea Naccarato – Non c’è un controllo militare del territorio ma c’è una presenza nel tessuto economico che si concretizza con il controllo di alcune imprese».
Nel Veneziano le ultime indagini hanno evidenziato interessi criminali di soggetti campani legati alla Camorra nella zona del Veneto Orientale. La ’ndrangheta è attiva invece soprattutto nel traffico di cocaina, mentre “cosa nostra” ha stabilito contatti con le imprese del settore edile. In provincia di Padova si registra la presenza di elementi legati a organizzazioni calabresi, che reinvestono nel territorio i proventi delle loro attività illecite. Infine anche in provincia di Treviso è stata rilevata la presenza di elementi riconducibili a soggetti siciliani e calabresi, responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso. «Da non sottovalutare sono anche gli elementi residui della Mala del Brenta e le organizzazioni criminali straniere». (c.mal.)
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