Marghera, bimbo muore a nove anni dopo una lunga malattia
Amir frequentava la Grimani di Marghera. Era affetto fin dalla nascita da problemi di salute e, dopo un rapido aggravamento delle condizioni, era stato ricoverato

Si è spento nei giorni scorsi, a soli 9 anni, un bambino che viveva con la famiglia nel quartiere Cita di Marghera. Era affetto fin dalla nascita da problemi di salute e, dopo un rapido aggravamento delle condizioni, era stato ricoverato nella terapia intensiva pediatrica dell'Azienda ospedale-università di Padova. Le cure non sono bastate.
Ora la famiglia sta organizzando i funerali, di rito musulmano, che si terranno nei prossimi giorni. Il dolore, per il momento, resta soprattutto dentro casa. I genitori hanno scelto il massimo riserbo, circondati dai parenti e dalla comunità.
Il bambino frequentava l'istituto comprensivo "Filippo Grimani" di Marghera: lì aveva studiato, giocato, costruito amicizie. E proprio mentre aule e corridoi si preparano a riempirsi di nuovo dopo la pausa estiva, un banco resterà legato al ricordo di chi non tornerà. Le sue maestre hanno già espresso, con tatto, il cordoglio alla famiglia.
Il bambino, Amir, lo scorso anno aveva frequentato la seconda elementare alla sede centrale della Grimani. Non una scuola qualsiasi di Marghera. È uno degli istituti più multiculturali della terraferma, una frontiera quotidiana dove lingue, famiglie e provenienze differenti finiscono nella stessa classe. Costruendo una ricca comunità scolastica.
«La Comunità scolastica dell'Istituto "Filippo Grimani" di Marghera, (docenti, personale Ata, alunni, e genitori), è addolorata per la prematura morte di A., allievo della scuola primaria, ed esprime le proprie condoglianze alla famiglia», recita la nota del dirigente scolastico Massimo Cono Pietropaolo, «la scuola parteciperà alla cerimonia funebre in segno di solidarietà e vicinanza alla famiglia in questa tragica circostanza». Lo stesso istituto sta pensando anche di organizzare un momento per ricordare Amir a scuola.
Da anni la scuola è anche capofila della rete cittadina per l'integrazione e l'accoglienza degli alunni di origine migratoria. È dentro questo mosaico che il bambino, la cui famiglia vive in Italia da anni, aveva trovato il proprio posto. Non un numero nelle statistiche sull'integrazione, ma un compagno di classe, un amico, un volto conosciuto.
La famiglia, di origine africana, vive alla Cita, altro pezzo di Marghera dove le biografie arrivano da lontano e finiscono per intrecciarsi negli stessi cortili e nelle stesse scuole. La malattia, presente fin dalla nascita, aveva accompagnato tutta la sua breve vita. Negli ultimi giorni il quadro si era aggravato rapidamente, fino al ricovero a Padova e alla terapia intensiva.
Adesso restano i tempi della famiglia e quelli della fede. I funerali saranno organizzati secondo il rito musulmano, anche con il sostegno di don Nandino Capovilla, vicino alla famiglia e punto di riferimento alla Cita.
La scuola, invece, riaprirà presto. Torneranno le voci nei corridoi, gli zaini, le corse prima della campanella. E alla "Grimani", abituata ogni giorno a mettere insieme mondi diversi, questa volta ci sarà anche un'assenza da condividere, un momento per ricordare un amico, un bambino.
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