Maroni: nessuna interferenza nel congresso lighista

VENEZIA. Nel confronto muscolare in atto nella Lega si segna un punto Toni Da Re (nella foto), il leghista “rosso”, sindaco di Vittorio Veneto, l’uomo delle missioni impossibili, che si candida alla segreteria regionale del partito dove tutti sanno che andrà - brutta cosa vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso - il sindaco di Verona Flavio Tosi. Da Re sa che per lui la scalata è di sesto grado, ma la paura di perdere è niente di fronte al fastidio di trovarsi un Tosi con il pelo continuamente lisciato dal Maroni. Il quale, nei fatti, è già successore di Bossi. «Questo comportamento non lo capisco», aveva detto giorni fa al nostro giornale. «Un segretario federale entrante che prende posizione così nettamente per un candidato nazionale, crea una frattura inevitabile».
Il messaggio è andato a segno. «La regola aurea della nuova Lega Nord», ha scritto ieri Roberto Maroni nel suo profilo Facebook «sarà nessuna imposizione dall'alto in vista dei congressi per l'elezione dei segretari nazionali (ovvero regionali, nella terminologia “padana”, ndr). Leggo tanti post che suggeriscono nomi di possibili candidati alla segreteria della Lega Lombarda e della Liga Veneta. Sono persone che conosco e stimo (Salvini, Stucchi, Tosi, Zaia e altri). A tutti rispondo che decideranno i congressi. Sono sempre stato contrario a imposizioni di nomi dall'alto e, questa volta, i delegati saranno davvero liberi di scegliere tra chi deciderà di candidarsi. Questa è la regola aurea della Lega 2.0: decide la base».
In attesa di vedere la Lega due punto zero di Maroni, il 2-0 a tavolino se l’assegna Toni Da Re: «Vedo che Maroni ha capito, apprezzo le sue dichiarazioni e lo ringrazio. Vuol dire che finalmente i veneti potranno decidere da soli, senza le continue interferenze dei lombardi. Invito i delegati che verranno eletti nelle assemblee provinciali di domani, a tenerne conto. Al congresso del 3 giugno dobbiamo eleggere un nuovo segretario, che sia tale per tutti gli iscritti, in un momento difficile della Lega, sul quale tutti concordiamo. Questo esercizio mi auguro venga svolto liberamente, senza condizionamenti dall’esterno del Veneto».
Va precisato che le candidature per i congressi del Veneto e della Lombardia, che si svolgeranno in contemporanea, non sono ancora state presentate ufficialmente, benché i nomi siano noti: per la segreteria lombarda la scelta sarà fatalmente unitaria, in ballottaggio tra il milanese Matteo Salvini e il bergamasco Giacomo Stucchi, entrambi maroniani. Nel Veneto sarà un testa a testa tra il maroniano Flavio Tosi e il bossiano Gian Antonio Da Re. Che invece respinge queste etichette e rivendica a se stesso quanto meno la stessa “novità” riconosciuta al suo avversario. L’ufficializzazione avverrà dopo l’elezione dei delegati. La corsa alla successione a Gian Paolo Gobbo si apre solo con le loro firme a sostegno delle candidature. (r.m.)
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