PADOVA MULTIETNICAIl panificio chiude per intolleranzanon piace la donna con il velo
Fuga di clienti dal negozio dove al bancone c'è una donna araba con il velo. Marito e moglie musulmani praticanti costretti a mettere in vendita l’esercizio di via Aspetti, all'Arcella. "Tanti padovani appena mi vedono scappano dal negozio", spiega lei. Ma gli altri commercianti li difendono: "Fanno un pane buonissimo"

Il panificio dell'Arcella gestito da musulmani
PADOVA
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Il panificio dell'Arcella, quartiere multietnico appena dietro la stazione ferroviaria, è in vendita. Finora era gestito da una coppia di tunisini, musulmani praticanti. I panificatori arabi hanno deciso di vendere al migliore offerente perché sono stanchi di vedere entrare nuovi clienti che, arrivati davanti al bancone, appena vedono la titolare con il velo in testa, dicono, istintivamente, «scusi, ho sbagliato», oppure «ma io credevo...» e vanno via a passo spedito.
E' la stessa donna, che sta dietro al banco e che tutti chiamano Sonia, a confermare i motivi della messa in vendita del panificio. «E' vero - sottolinea la signora tunisina, che indossa sempre un velo in testa, chiamato Hijab, quasi sempre di colore nero -. Siamo costretti a cedere l'attività perché gli affari non vanno per niente bene, specialmente perchè tanti padovani non accettano che io sta dietro al banco e se ne scappano appena vedono di avere a che fare con una donna di religione islamica. Per me è diventato veramente umiliante affrontare questa situazione».
Eppure il pane, preparato dal marito di notte nel laboratorio retrostante al negozio, piace a quasi tutti quelli che lo comprano, a volte anche a ritmo giornaliero: «Vado ad acquistare il pane dalla coppia araba quando nel mio caffè-ristorante non è più disponibile quello che mi porta il mio fornitore abituale - sottolinea Pablo Rolle, titolare della "Table Ronde" - Per me è un tipo di pane molto buono, ben cotto ed anche croccante. Le dicerie sul panifico in questione sono assurde. Come si fa non andare a comprare il pane dalla signora Sonia solo perché alcuni consumatori si scandalizzano di trovare dietro al bancone una donna musulmana con il velo? Ed allora cosa dovrebbero dire i francesi che abitano a Parigi o a Marsiglia, che da decenni vanno a comprare la tradizionale baguette nei panifici arabi?".
Anche un'altra commerciante che si trova all'incrocio con via Tullio Lombardo, esprime la più totale solidarietà ai panificatori musulmani: «Ogni tanto accompagno la signora Sonia a casa con la mia auto - osserva - Sono mesi che mi confida le umiliazioni che subisce nel suo negozio sempre per lo stesso motivo». «Purtroppo quest'ulteriore vicenda - aggiunge la commerciante - dimostra ancora una volta che Padova è ancora lontana dall'essere una vera città multietnica, interculturale e interreligiosa.
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