La visita neurologica urgente per la bimba non arriva, il padre: «Ho diffidato e hanno risposto»
Prescritta a maggio con priorità entro 30 giorni, la visita neurologica pediatrica è stata fissata solo dopo l'intervento del Comitato difesa sanità pubblica della Bassa Padovana. Il padre della piccola costretto a denunciare rimpalli tra ospedali e disservizi nelle liste d'attesa

Una visita neurologica per una bambina, prescritta a maggio con priorità D, cioè da fare entro 30 giorni, è arrivata soltanto mercoledì 4 novembre dopo che i genitori si sono rivolti al Comitato difesa sanità pubblica Bassa padovana (Covesap).
La data, infatti, è “saltata fuori” in meno di 24 ore, dopo che i genitori si erano rivolti allo sportello di Monselice. Il giorno dopo la visita, però, ecco un secondo cortocircuito: dall’Usl propongono un appuntamento a Schiavonia, l’ospedale dove a maggio era stato detto che quella visita non veniva effettuata.
«La pediatra prescrive una prima visita neurologica il 6 maggio», racconta Matteo B., residente nell’Estense, «chiamo l’ospedale di Schiavonia e mi dicono che lì questo tipo di visita non la fanno e che devo rivolgermi a Padova». All’Azienda Ospedaliera spiegano che le visite da fare sono tante e inseriscono la bambina in una lista “cartacea”. Il telefono però non squilla.
L’8 giugno, con i 30 giorni ormai scaduti, il padre chiede di fare la visita in intramoenia attraverso il percorso di tutela previsto dalla legge quando i tempi saltano. Comincia il rimpallo: «Padova dice che è competenza di Schiavonia e quest’ultima che è competenza di Padova. Sono rimasto sospeso nel nulla da giugno a ottobre». Intanto la piccola continua ad avere problemi di salute e la preoccupazione dei genitori cresce. Perché quindi non pagare una visita privata da fare il giorno dopo?
«Non è che mancano i soldi o che non voglio curare mia figlia. Si tratta di coerenza nella sanità pubblica e di rispetto verso le famiglie che non si possono permettere la sanità privata. Una visita a una bambina con priorità deve essere un diritto di tutti».
La svolta arriva da un post su Facebook: «Ho visto i servizi del Covesap e sono andato lì. Hanno ricostruito la vicenda e hanno preparato una diffida, annunciando una segnalazione ai carabinieri per la tutela della salute.
La mail per l’Usl parte alle 21. 30 e alle 15 del giorno dopo la visita è fissata», continua il genitore. «Dopo la visita arriva un’altra beffa: mi chiamano da Schiavonia per fissarla l’11 novembre. Sino a ieri non c’era una data, ora ne sono venute fuori due in poco tempo. Se non mi fossi rivolto al Covesap, sono certo che a oggi mia figlia non avrebbe ancora ottenuto le cure che le spettano. Cosa devo pensare della nostra sanità pubblica?», conclude con amarezza il padre.
«I Cup non si parlano, le aziende sanitarie si rimpallano i pazienti come fossero pratiche fastidiose e gli uffici di tutela operano totalmente alla cieca, ignorando persino le prestazioni già erogate all’interno della stessa rete regionale», commenta Giorgio Zanellato del Covesap. «Non è accettabile che un cittadino debba ricorrere alle diffide di un comitato per vedere riconosciuto un diritto. Chiediamo alla Regione e ai direttori generali un intervento immediato per azzerare queste liste d’attesa parallele e per imporre una reale integrazione dei sistemi informativi».
L’Usl, interpellata, conferma che a Schiavonia la visita neurologica pediatrica viene erogata, ma un solo giorno al mese. «Per questo», spiega, «le priorità D a 30 giorni vengono inviate all’Azienda Ospedaliera di Padova».
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