La storia di Dex, il pappagallo salvato dai ragazzi della Canottieri sul Sile
L’ara di sette mesi è stata avvistata nel canneto del Sile. Era fuggita dalla gabbia una settimana fa. Il racconto dell’istruttore Romano: «Era spaventatissimo»

Da lontano pare un’insolita macchia azzurra iridescente, nascosta nel canneto del Sile. A notarla è un ragazzino del camp estivo della Canottieri Sile a bordo del kayak. Da vicino prende forma: le piume, l’ala, l’Ara. È Dex, il pappagallo di sette mesi scomparso una settimana fa dalla voliera in via Concordia, di fronte al Ca’ Foncello. È denutrito e spaventato. Ma è vivo.
La fuga del pappagallo era avvenuta sette giorni prima. La sua padrona, Erika Tamas, aveva affidato ai social il suo appello per ritrovarlo dopo che aveva deciso di evadere della gabbia e volare via. Per quasi tre giorni, Dex è rimasto nei paraggi.
Si è spostato da un albero all’altro, dai rami ai balconi, senza mai allontanarsi troppo. Ha continuato a rispondere ai richiami, ma non si è mai riavvicinato.
Gli avvistamenti si sono susseguiti nella zona dell’ospedale. Venerdì sera una residente l’ha trovato appollaiato sul balcone. Poi, sabato mattina, Erika lo ha sentito attorno a via Marchesan. Subito dopo, il silenzio. «Ho fatto volare anche il mio pappagallo rosso in Restera», ha raccontato, «ma non siamo più riusciti ad avvistarlo». Un esemplare come Dex può raggiungere un valore economico di 1.500 euro. Per Erika, però, questo è sempre stato l’ultimo dei pensieri. «Dei soldi non mi interessa», aveva aggiunto, «basta che torni qui con noi».
Il desiderio si è avverato lungo il Sile, all’altezza di villa Letizia. Ieri mattina, attorno alle 10, Dex è stato avvistato da un ragazzino del campo estivo della Canottieri. Da quel momento è scattata l’operazione di salvataggio.
Gli allievi sono rimasti a presidiare la zona per circa un’ora e mezza, mentre l’istruttore Nicola Romano ha attivato la macchina dei soccorsi. Il punto in cui Dex si era rifugiato era raggiungibile soltanto dal fiume, dalla strada non c’era alcun accesso. E il pappagallo era ormai così debilitato che avrebbe potuto avere difficoltà persino a spiccare di nuovo il volo.
«Era spaventatissimo», racconta Nicola, «se non fossimo arrivati noi, avrebbe potuto diventare una preda facile per altri animali: cormorani, nutrie, volpi».
Le operazioni di salvataggio, alla fine, si sono rivelate più semplici del previsto. Prima dell’arrivo dei vigili del fuoco, Erika aveva spiegato che Dex si sarebbe riavvicinato soltanto al suo richiamo. Così è stato.
La proprietaria è salita a bordo di una barca alla veneta e ha raggiunto il punto del ritrovamento. Quando si è avvicinata, il pappagallo non ha opposto resistenza. Si è lasciato prendere e ha finalmente ritrovato la sua padrona. Erika gli ha dato subito dell’acqua e lo ha portato dal veterinario. Ora per Dex è arrivato il momento di recuperare le forze. La settimana di fuga lungo il Sile gli costerà, almeno, una flebo.
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