Parlamento europeo, siluro al Passante

Stop ai finanziamenti della Bei alla Cav «dopo l’arresto del manager di un’azienda costruttrice»: il caso sui media stranieri
Il bivio tra l'innesto del passante di Mestre in direzione Trieste e l'autostrada A4 in direzione Venezia, questo pomeriggio 07 agosto 2010. E' stato di 5.430 veicoli all'ora, intorno alle ore 11.30, il punto massimo del traffico rilevato stamani sull'A4, nella giornata da ''bollino nero'' che ha indotto la concessionaria Cav a chiudere il Passante di Mestre e a deviare il flusso sull'ex Tangenziale. Per larga parte della mattinata - informa una nota della societa' concessionaria dell'A4 Padova-Venezia e del Passante - i valori sono oscillati tra 4.000 e 5.000 veicoli l'ora, sempre sulla direttrice per Trieste. .ANSA/DAVIDE BOLZONI
Il bivio tra l'innesto del passante di Mestre in direzione Trieste e l'autostrada A4 in direzione Venezia, questo pomeriggio 07 agosto 2010. E' stato di 5.430 veicoli all'ora, intorno alle ore 11.30, il punto massimo del traffico rilevato stamani sull'A4, nella giornata da ''bollino nero'' che ha indotto la concessionaria Cav a chiudere il Passante di Mestre e a deviare il flusso sull'ex Tangenziale. Per larga parte della mattinata - informa una nota della societa' concessionaria dell'A4 Padova-Venezia e del Passante - i valori sono oscillati tra 4.000 e 5.000 veicoli l'ora, sempre sulla direttrice per Trieste. .ANSA/DAVIDE BOLZONI

PADOVA. Il Parlamento europeo censura la Bei, Banca europea degli investimenti, per colpa del Passante di Mestre. Il 30 aprile scorso l’assemblea di Bruxelles ha approvato una risoluzione (350 voti favorevoli, 263 contrari) che, al punto 34, “deplora il fatto che la Bei abbia finanziato il tratto autostradale noto come Passante di Mestre dopo che le autorità italiane avevano pubblicamente annunciato l’arresto per frode fiscale dell’amministratore delegato del principale subappaltatore; invita la BEI, alla luce delle indagini ancora in corso da parte delle autorità italiane sullo scandalo di corruzione collegato alla costruzione e alla gestione del Passante di Mestre, a non finanziare il progetto in questione mediante l'iniziativa Prestiti obbligazionari o qualsiasi altro strumento finanziario e garantire l'attuazione della politica di zero tolleranza verso le frodi quando esamina l’utilizzo dei prestiti obbligazionari per il finanziamento dei progetti”.

La risoluzione in questione è quella che si riferisce all’attività della Banca europea per gli investimenti nel 2013. Il riferimento, sia pur non esplicito, è alla Mantovani (“principale subappaltatore” del Passante) e al suo (ex) amministratore delegato Piergiorgio Baita, arrestato il 28 febbraio 2013 per frode fiscale.

La risoluzione non blocca automaticamente i finanziamenti europei alla Cav, la società che gestisce il Passante, ma sicuramente è un pesante siluro politico. La notizia, infatti, è stata rilanciata da diversi organi di informazione, e il francese Mediapart ne ha fatto oggetto di un’inchiesta dal titolo sintomatico “L’Europa chiude gli occhi sulla corruzione in Italia”, ripresa sull’ultimo numero di “Internazionale”.

Nonostante i continui aumenti dei pedaggi, con cui la Cav cerca di riportare in pareggio il bilancio, il costo del Passante (lievitato a 1,22 miliardi di euro) continua a pesare sui conti della società di gestione, tuttora in perdita. L’anno scorso, però, proprio il Passante è stata la prima infrastruttura italiana a beneficiare dei project bond della Bei. Si tratta di uno strumento finanziario a tasso notevolmente agevolato.Già l’anno prima, nel 2013, la Bei aveva presto 350 milioni di euro alla Cav, ora si parla di una cifra fra i 700 e i 900 milioni. Praticamente, la Cav emette titoli obbligazionari e la Bei si fa garante per il 20 per cento delle obbligazioni stesse. Questi nuovi project bond si sarebbero dovuti emettere nel febbraio di quest’anno ma - scrive Mediapart - “ci sono stati dei ritardi e la pressione esercitata a fine aprile dal Parlamento europeo potrebbe contribuire a cambiare la situazione”. Per la soddisfazione delle associazioni che da anni seguono la vicenda, anche nel Veneziano, con diverse segnalazioni, fra cui una di Beppe Caccia proprio alla Bei, nel marzo 2103, anche se in quel caso riferita a una tranche di 500 milioni di finanziamenti per il Mose.

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