Pd e indipendentisti all’attacco «Che bluff le promesse di Zaia»

Moretti: «I miliardi promessi non arriveranno mai e di costi standard non si parla più» Morosin: «Che fine ha fatto il cronoprogramma di Conte?»
SBRISSA - FOTO PIRAN - LIMENA - SEDE ELETTORALE PD MORETTI
SBRISSA - FOTO PIRAN - LIMENA - SEDE ELETTORALE PD MORETTI

venezia. Se in ambito leghista e pentastellato si respira soddisfazione per il passo avanti nel negoziato ministeriale, sul versante dell’oppsizione non mancano le voci critiche.

«L’autonomia si conferma ogni giorno che passa un grande bluff», attacca Alessandra Moretti del Pd «finora Zaia ha dato i numeri sul residuo fiscale e le risorse che sarebbero tornate indietro: prima 21 miliardi, poi 15. Soldi che il Veneto non avrà mai. Il ministro Stefani ha smascherato la balla dei 9/10 delle tasse da trattenere sul territorio, mentre di costi standard non si parla più. Anche su date e competenze stiamo assistendo a un rimpallo di responsabilità che è diventato una barzelletta. Peccato non faccia ridere. Eppure questa volta, grazie al “Governo amico” le cose sarebbero dovute andare diversamente»; «Neanche il primo step fissato dal premier Conte è stato rispettato», rincara la consigliere regionale «alla fine della fiera forse i veneti non riusciranno ad avere indietro neanche i soldi destinati a un referendum inutile, visto che l’Emilia ha avviato un dialogo col Governo a costo zero. Soldi spesi bene solto per la Lega che è riuscita a farsi pagare con risorse pubbliche la propria campagna elettorale».

Nel merito, punge anche il leader di Indipendenza Veneta, Alessio Morosin: «In Veneto le parole e gli impegni hanno un valore. Abbiamo attesto fino alle ore 24 del 15 gennaio, è scoccata la mezzanotte ma invano abbiamo cercato la notizia. Il cronoprogramma fissato dal premier Conte durante la conferenza stampa a dicembre, alla presenza del ministro Stefani e delvice premier Salvini, prevedeva due tappe: chiudere il confronto tecnico entro il 15 gennaio, proposta del Governo entro il 15 febbraio. Ora sappiamo che non sono affidabili quando promettono». —

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