«Pedemontana, avanti tutta Toninelli non pone ostacoli»

PADOVA
«La Pedemontana veneta verrà completata, siamo sicuri che il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli continuerà sulla linea tracciata da Graziano Delrio. A ottobre apriremo il primo tratto da Breganze alla Valdastico. E siamo sorpresi dalle dichiarazioni di Jacopo Berti, capogruppo M5S in consiglio regionale: se è davvero convinto che si tratti di un Mose2 vada pure in Procura e presenti denuncia. Poi vedremo chi ha ragione». Nicola Finco, capogruppo della Lega Nord, risponde colpo su colpo a Jacopo Berti, che ha messo sotto accusa la giunta Zaia per il contratto con la Sis, poche ore prima dell’incontro tra il governatore e il ministro Toninelli a Roma per parlare di grandi opere. Tre i fronti aperti: la Pedemontana, la Tav Brescia-Verona e la candidatura di Cortina per le Olimpiadi nel 2026.
Capogruppo Finco, il MS5 non vi dà tregua e sostiene che la Regione entro il 2038 spenderà 15 miliardi di euro per un’autostrada che ne costa solo tre: lei pensa che il contatto con la Sis possa essere rivisto?
«Credo di no. Berti non può lanciare accuse a vanvera. Evocare il Mose2 di terra è pura follia. Stiamo parlando di arresti per corruzione, l’appalto della Pedemontana invece è trasparente con il via libera dell’Anac di Cantone. Basta con la diffamazione, Berti deve misurare le parole perché guida un partito in consiglio regionale che a Roma governa con la Lega. Stiamo parlando di un’opera realizzata al 43 per cento, con il 70 per cento degli espropri pagati. E non stanno in piedi nemmeno le accuse sulle discarica di Montecchio, che non è abusiva e del tutto estranea alla Pedemontana: l’Arpav ha certificato che non rilascia più sostanze pericolose».
Ma torniamo ai costi: il M5S sostiene che si spende troppo, proprio come il Mose che da 1 miliardo previsto nel 1984 è arrivato già a 5 senza che sia in funzione.
«È pura infamia accostare la Pedemontana al Mose, Berti da tre mesi sta cavalcando questo spauracchio ma non ha mai formulato una proposta alternativa. I cantieri non si fermano, anche se ci sono criticità da risolvere: la galleria di Malo è bloccata per un morto sul cantiere e per un crollo nel 2017. Stiamo aspettando che la magistratura finisca le indagini. Fra pochi mesi inaugureremo i primi 7 km da Breganze alla A31, ieri il governatore Zaia e l’assessore De Berti hanno incontrato il ministro Toninelli e hanno valutato i vari progetti con toni e analisi assai diverse da quelle di Jacopo Berti. Sono convinto che il ministro intenda risolvere le questioni aperte, senza complicarle con falsi allarmismi».
Insomma, lei e la Lega avete fiducia nel ministro e non in Berti, ma l’idea di rivedere il contratto con la Sis è praticabile o no?
«Non se ne parla. L’opera è completamente finanziata, c’è stato un aumento dei costi legato alle richieste degli enti locali senza regali alla Sis. Il vecchio contratto prevedeva 29 milioni di euro per 15 anni pari a 435 milioni. Noi oggi abbiamo anticipato 300 milioni e altri 300 li verseremo nel 2019 con un taglio di 7 milioni negli interessi per gli azionisti. Il progetto è stato rivisto e non ci resta che attendere la conclusione dei lavori. Chi abita in quelle zone pretende che si faccia in fretta, la Lega è convinta di avere come interlocutore un ministro serio, che non cerca voti con tesi assurde. Non ci sono alternative alla strada imboccata da Graziano Delrio e Luca Zaia: se il mago Berti sa come la Regione può spendere di meno ce lo dica e manderemo lui a trattare. Se no stia zitto e studi bene il problema prima di parlare». —
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