Piano casa 2: ampliamenti sottratti al veto dei sindaci

La giunta regionale approva il progetto Zorzato: abolite le scadenze temporali cubatura garantita ai piccoli edifici, corsie preferenziali riservate al turismo
Di Filippo Tosatto

VENEZIA. L’ampliamento della prima casa (incluse le singole unità degli edifici a schiera) viene sottratto alla competenza dei sindaci - che non potranno più correggere al ribasso le cubature consentite - e i proprietari saranno esentati dal versamento di contributi di costruzione al Comune; alle abitazioni di dimensioni ridotte sarà garantito un volume minimo pari a 150 mc; l’installazione di ogni fonte di energia rinnovabile frutterà un incremento di bonus del 10% mentre saranno semplificate le procedure per demolizione, ricostruzione e installazione di ascensori esterni; e poi incentivi alla messa in sicurezza degli immobili nelle zone a rischio idraulico e idrogeologico, permessi in deroga per riqualificare le aree più degradate, corsie privilegiate agli ampliamenti edilizi di interesse turistico, soprattutto nelle aree balneari.

Sono i punti salienti della delibera che ridisegna il Piano Casa: la giunta l’ha approvata su proposta del vicepresidente Marino Zorzato e la volontà è di trasformare legge speciale originaria in una normativa a regime, priva cioè di scadenza. A due anni mezzo dall’entrata in vigore, il Piano ha raccolto oltre 54 mila istanze, determinando, secondo Palazzo Balbi, investimenti stimati tra i 3 i 5 miliardi. «Si è trattato di una boccata d’ossigeno in un contesto di crisi altrimenti generalizzata», commenta Zorzato «perciò intendiamo riproporre e rafforzare ulteriormente i positivi esiti di questa esperienza, senza intaccare le aree agricole che meritano una speciale tutela». In effetti, il report regionale documenta un’applicazione assai difforme della legge, con interpretazioni restrittive da parte di alcuni sindaci e “manica larga” da parte di altri. «Nei Comuni c’è chi ha tirato il freno a mano, magari nel timore di abusi», afferma Zorzato «ma fin qui il nostro monitoraggio non ha segnalato alcun intervento invasivo perciò abbiamo puntato su una legge generosa, più estensiva della precedente, che rappresenta un atto di fiducia nella correttezza del cittadino».

Attenzione, per diventare esecutivo il Piano Casa bis dovrà affrontare l’esame e il voto del consiglio regionale che già nella discussione precedente ha opposto limiti e paletti al progetto della giunta. Rispetto all’esecutivo, l’assemblea è storicamente più sensibile alle sollecitazioni del territorio e la pressione dei sindaci - a cominciare da quelli del centrosinistra, i più severi in materia - non si farà attendere.

Secondo la Regione, la nuova spinta all’edilizia potrebbe alimentare un indotto supplementare vicino ai due miliardi, grazie anche alle favorevoli disposizioni in materia di localizzazione delle grandi e medie strutture di vendita. Ma c’è l’altra faccia della medaglia, quella riguardante l’ulteriore cementificazione, a dispetto dello stop decretato dal governatore Luca Zaia in nome della salvaguardia del territorio: «Non è così», ribatte quest’ultimo «noi concediamo ampliamenti limitati degli edifici esistenti proprio per prevenire ulteriori e impattanti espansioni residenziali. È un principio sociale di buon senso: se ai genitori viene permesso di ingrandire la vecchia casa per il figlio, quest’ultimo probabilmente rinuncerà a costruirne una ex novo, con risparmio reale del suolo». Staremo a vedere.

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