Profughi dalla Libia, albergatore offre 200 posti letto ma Verona dice di no
Il titolare del residence Manager's ha la "benedizione" di Confturismo del Veneto: "Mi disturbava - dice - far passare la nostra categoria come una sorta di lobby razzista". Ma in città nessuno lo ascolta

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VERONA. Ha la "benedizione" di Confturismo Veneto, ma a Verona sembra nessuno voglia ascoltare l'appello che Giorgio Tedeschi titolare del residence Manager's ha lanciato per ospitare "200 profughi 200" in fuga dall'inferno del Nord Africa che gronda sangue.
"Sono pronto a mettere a disposizione otto dei dieci piani del mio albergo - spiega Tedeschi - 96 stanze per circa 200 posti con relative colazioni e pasti, basta che qualcuno mi dica cosa devo fare". L'imprenditore ha bussato, via fax, a Prefettura e Provincia ma sino a oggi afferma di non aver avuto risposte. Lui che vuole rispondere alla richiesta del governo sembra una voce fuori dal coro di un Veneto, non solo leghista, che tentenna ad accogliere profughi che fuggono dai rispettivi Paesi martoriati.
Il suo palazzone è là nel verde della campagna di Verona Sud e potrebbe essere un'ideale primo rifugio per chi ne ha bisogno. Con i giornalisti ammette di avere avuto l'idea dopo aver saputo che Verona avrebbe messo a disposizione al massimo una trentina di letti. "Mi disturbava - dice - far passare la nostra categoria come una sorta di lobby razzista".
A difendere l'idea di Tedeschi entra in scena il presidente di Confuturismo Veneto e di Federalberghi Veneto, Marco Michielli, che giudica l'iniziativa giudica "molto positiva". "Non dobbiamo dimenticare - dice Michielli - che è un dovere accogliere chi fugge da un conflitto. Altra cosa sono i clandestini e su questo, anche se non ho la tessera del Carroccio, sono d'accordo con il presidente del Veneto Luca Zaia".
Michielli tiene tuttavia a precisare che l'accoglienza va fatta in luoghi adeguati e bene serviti, ma tale gesto non deve influenzare la regolarità della stagione turistica internazionale delle spiagge. "Gli americani che accolgono migliaia di profughi - prosegue - non si sognano di alloggiarli a Miami o a Las Vegas. Da noi non possiamo immaginare donne musulmane a passeggiare tra stabilimenti dove il topless è di casa".
Tutto bene non fosse che a Verona lo stesso Tedeschi sbatte contro un muro di gomma. "E' un'ipotesi difficilmente praticabile - commenta il presidente degli albergatori di Confcommercio Verona, Beppino Olivieri - Non lo conosco ma so che si tratta di un residence, non di un albergo". "In ogni caso ho pensato a questa possibilità - aggiunge il presidente degli albergatori veronesi -, ma come facciamo a dare camere avendo davanti Vinitaly che le fa occupare tutte. Anche il nuovo hotel che sarà inaugurato a giorni ha già quasi tutte le stanze riservate''.
Argomenti:immigrazione
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