Qualità della ricerca, Nordest al top Anvur: «Qui il miglior polo d’Italia»

PADOVA. A Nordest si fa ricerca di qualità. Lo dicono le pagelle pubblicate dall’Anvur che è l’agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Numeri che formano una classifica che vede, al netto delle scuole superiori di studi avanzati, tutte ai primi cinque posti, le università statali venete primeggiare nel panorama nazionale. Una doppia buona notizia: perché a questi “voti” è legata una quota pari al 65% del Fondo ordinario universitario per l’anno 2016 – il cui riparto è stato comunicato ieri – e, anche, perché il Nordest è candidato a ospitare uno dei sette competence center di Industria 4.0. E sapere che, qui, la ricerca eccelle è un’ottima partenza.
La classifica. Lucca-Imt, S. Anna di Pisa, la Normale, la Sissa di Trieste e lo Iuss di Pavia sono la top five Anvur, quasi scontata, giacché sono tutte scuole superiori. Appena sotto, al sesto posto, c’è Trento, seguono Padova e Ca’ Foscari. Verona è 11esima dopo la Bicocca di Milano e Bologna, lo Iuav di Venezia al 30esimo posto. L’indagine Anvur ha coinvolto 450 esperti coadiuvati da 14 mila professori e ricercatori. Sono stati valutati 118 mila lavori e 132 strutture. Si tratta della seconda valutazione (la prima fotografò l’esistente su dati 2004-2010).
Si sono affinate le metodologie, che hanno confermato la leadership del Nordest.
Sopra la media. In questa seconda ondata le differenze tra atenei si sono ridotte e la qualità media si è innalzata, con le università del Sud che hanno iniziato a ridurre il gap. Questo spiega perché Messina, che pur ha una differenza di -21% tra la propria qualità della ricerca e la media nazionale, guadagna +17% sulla precedente valutazione. Mentre Padova che eccelle sopra la media del 18% è in calo dell’8% sul test fatto in passato. Ca’ Foscari ha un +13% sopra la media (che è data dall’ammontare dei fondi rapportato alla dimensione dell’ateneo). Verona +11%, Iuav +1%.
Le reazioni. «Non può che far piacere vedere riconosciuto, anche a livello di risorse finanziarie, il grande lavoro che è stato fatto. Prenderemo questo primato non come punto d’arrivo, ma come partenza per continuare a migliorarci ancora» dice il rettore di Padova Rosario Rizzuto. «E’ una conferma di una qualità della ricerca che conosciamo e che ci viene riconosciuta, una buona notizia in relazione anche ai piani di Industria 4.0. Il Nordest ha tutte le carte per giocarsi un competence center» chiosa Michele Bugliesi rettore Ca’ Foscari
Il modello funziona. «Il Nordest risulta il miglior posto, anche per la concentrazione, quanto a ricerca tra gli atenei italiani– conferma il presidente Anvur, Andrea Graziosi -. La qualità è rimasta la stessa in questa seconda valutazione, ma si è ridotta la distanza quindi l’effetto finanziario è meno sbilanciato. La legge di Bilancio stabilisce che la prossima analisi si farà tra 5 anni, un tempo utile per modificare i comportamenti e la didattica e raggiungere nuovi standard».
Il fondo. 1,433 miliardi dell’intero ammontare sono così divisi: 65% in base ai risultati della valutazione sulla ricerca, il 20% sulle politiche di reclutamento, il 7% con riferimento all’internazionalizzazione dell’ateneo, l’8% sulla didattica. E’ previsto un intervento perequativo di 195 milioni perché nessun ateneo abbia una riduzione di risorse rispetto al 2015 superiore al 2,25%. La legge di bilancio prevede infine 180 milioni ai migliori dipartimenti universitari, i fondi arriveranno dal 2018 e la graduatoria sarà costruita nel 2017 sui dati Anvur.(e.v.)
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