Raddoppiano in Veneto concussione e corruzione

VENEZIA. Ci sono 194 mila fascicoli di altrettante cause civili che stanno negli scatoloni e che i giudici della Corte d’appello di Venezia non riescono neppure a tirar fuori, eppure i magistrati italiani, per quanto riguarda il civile, sono secondi solo ai russi per efficienza. Nel penale è ancora peggio: quasi la metà dei processi, per l’esattezza il 41 per cento in Corte d’appello (l’anno scorso erano il 45 per cento) finiscono in prescrizione: «Questo significa che forze dell’ordine, procure, tribunali e la corte lavorano per niente» afferma il presidente della Corte d’appello Antonino Mazzeo Rinaldi in vista dell’inaugurazione dell’anno giudiziario previsto per domani. Eppure, per quanto riguarda il penale, in Europa i giudici italiani sono primi per sentenze prodotte. Mancano aule e soprattutto manca il personale amministrativo: «Fin quando il governo e il Parlamento non ci metteranno in condizioni di lavorare è necessario sospendere la prescrizione subito dopo la sentenza di primo grado e non solo per due anni come prevede la proposta».
Non va meglio per i reati, a fornire i dati è l’avvocato generale dello Stato Angelo De Palma, in attesa che il Csm scelga il nuovo procuratore generale dopo che Pietro Calogero è andato in pensione. In Veneto, nell'ultimo anno giudiziario, i reati contro la pubblica amministrazione hanno raggiunto quota 4042, con una crescita del 23%; in particolare i casi di corruzione perseguiti sono passati da 31 a 122 (addirittura +222%) quelli di concussione da 27 a 45 (+66). Inoltre i reati contro il patrimonio: i furti in abitazione sono saliti da 2.463 a 4.739 (+92 per cento) a carico di ignoti, da 673 a 1.144 (+92) quelli che hanno visto individuati i responsabili; le rapine sono passate 1.723 a 2.294 (+31) e l'usura da 181 casi a 294 (+60). Infine gli omicidi sono passati da 40 a 43, femminicidi da 14 a 17. «A preoccupare», spiega De Palma, «non è solo l’escalation dei numeri, ma anche il fatto che aumentino la rabbia e il livore, non attingono solo le cose, ma mettono in discussione la sicurezza personale, trasformano i furti in rapine e questo produce diffuso timore». Il magistrato mette sotto accusa in particolare alcuni provvedimenti, come il così detto «svuota carceri. «Si è fatto diventare santo più di qualcuno per legge», conclude De Palma, «questo per «l'incapacità di fare nuove carceri, ma soprattutto per paura delle cause da parte dei detenuti vittime del sovraffollamento».
Il presidente Mazzeo Rinaldi è infine torna sul tema di risorse e organici. «In Corte d’appello si riesce a smaltire quello che arriva durante l’anno, il problema resta l’arretrato e per quei 194 mila fascicoli puntiamo ai 22 giudici onorari o ausiliari che arriveranno. I procedimenti sopravvenuti sono stati 238mila, ne sono stati definiti 211mila su 222mila affrontati dimostrando che «la mole che quanto giunge negli uffici viene sostanzialmente smaltito ma ciò che pesa è il pregresso» Comunque, per quanto riguarda i magistrati, stando ai flussi di cause e processi che arrivano e in rapporto alle altre Corti d’appello a Venezia dovrebbero esserci 73-74 giudici e invece sono soltanto 46 e, per quanto riguarda il personale amministrativo, invece che 115 dovrebbero essere 135». Per il penale su 2700 processi per ben 1600 è stata dichiarata la prescrizione: «Naturalmente», chiude il presidente, «abbiamo messo in atti alcuni criteri di priorità per i processi».
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