«Sanità, la nuova sfida è la massa di anziani» Ma il Pd critica il piano
PADOVA. «La nuova sfida della sanità europea è la gestione della grande massa di anziani». Domenico Mantoan, direttore della Sanità veneta, era presente ieri a Padova all’incontro organizzato dal Pd regionale, che ha messo a confronto le esperienze di Emilia-Romagna, Toscana e Veneto. Il nuovo “Piano socio sanitario regionale 2019-2023” è stato approvato a maggio dalla giunta ed è ora in discussione. Tra i suoi obiettivi c’è «l’attenzione ai temi del territorio, della cronicità e della non autosufficienza». «Su 5 milioni di veneti, 2 milioni non svolgono alcune visita ospedaliera, altri due milioni sono malati cronici con età superiore ai 50 anni, mentre 250mila pazienti sono cronici gravi e hanno bisogno di assistenza continua – ha proseguito Mantoan – quest’ultimi assorbono il 30% delle risorse. Per loro serve un pool di medici altamente specializzato che offra servizi sul territorio».
Nel 2017 ogni 100 giovani (0-14 anni) veneti ci sono 163,6 (over 65), 15 anni fa erano 135,2. «Il tema da affrontare è questo, non certo i punti nascita - aggiunge - siamo passati da 60 a 30mila l’anno, due punti nascite per provincia vanno bene».
Ora la Regione intende introdurre un nuovo modello organizzativo dei camici bianchi di medicina generale. «Come ad esempio per il cardiologo, anche il medico di medicina generale potrà lavorare nelle tre forme: accreditato, convenzionato, dipendente – prosegue –. Come avviene in Spagna, con la nuova formula di accreditamento ogni medico non potrà avere più 2.000 pazienti da seguire, sarà disponibile un infermiere e un amministrativo». «Con il nuovo piano regionale sanitario si certifica il sostanziale fallimento di quello precedente – ha commentato il capogruppo in consiglio regionale del pd, Stefano Fracasso – chi l’aveva promosso ne porta la responsabilità politica. Il nuovo modello, richiama per certi aspetti quello lombardo, che ci lascia perplessi: non andrà a migliorare la qualità. Il modello veneto che funzionava aveva sempre coinvolto i sindaci». —
Nicola Brillo.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








