Sanità privata, ad Abano sciopero e manifestazione per il rinnovo del contratto

Un migliaio di lavoratori protestano per il contratto fermo dal 2018 che interessa circa 8.500 persone. Il sistema ospedaliero convenzionato in Veneto garantisce 3.118 posti letto

Federico Franchin

Erano quasi in mille lunedì mattina, 23 settembre, al presidio dei sindacati per chiedere con megafoni, striscioni, bandiere e fumogeni il rinnovo del contratto della sanità privata.

Sanità privata che ha incrociato le braccia per lo sciopero proclamato da Cgil, Cisl e Uil. Il presidio è iniziato dalle 10 davanti alla Casa di Cura di Abano Terme. Un contratto fermo dal 2018, che interessa circa 8500 lavoratori di tutte le strutture che aderiscono ad Aris (strutture religiose) ed Aiop (associate a Confindustria) che allo stato attuale, a livello nazionale, non hanno nemmeno convocato le parti.

Si parla di un sistema ospedaliero convenzionato che occupa 3.118 posti letto ospedalieri dei 17.283 complessivi di tutta la nostra regione. Le strutture più conosciute in Regione sono nel Veronese con l'ospedale Pederzoli a Peschiera con più di 400 posti letto, il Sacro Cuore a Negrar dove operano più di 1.800 lavoratori, oltre alla Casa di Cura di Monastier, il Policlinico San Marco per il quale è confermato il passaggio ad altra proprietà (Policlinico Triestino), Villa Salus e IRCSS San Camillo e l'Ospedale Codevilla di Cortina.

Aiop e Aris continuano a sostenere che debbano essere lo Stato e le Regioni a dover sostenere i costi del rinnovo contrattuale: un'affermazione delirante secondo i sindacati, che non può essere accolta, e che non vede alcun rischio d'impresa da parte dei datori di lavoro.

Un rinnovo atteso dai quasi 900 lavoratori per cercare di riuscire a recuperare il carovita, cresciuto alle stelle negli ultimi anni. 

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