Si ferma il rigassificatore in Polesine

ROVIGO
Il rigassificatore di Rovigo, al largo della costa, da ieri ha ridotto del 75% le sue capacità di fornitura e di immissione in rete di gas naturale. Nessun guasto agli impianti, è il mare grosso che impedisce alle navi gasiere di attraccare l’impianto. L'interruzione va a pesare su una situzione già critica per tutte le forniture di energia al Paese. Il terminale, situato a 15 chilometri al largo, fornisce il 10% del gas naturale consumato ogni anno in Italia e ha una capacità di 8 miliardi di metri cubi. In questo periodo di alta richiesta determinata dal freddo, la produzione era di 20 milioni di metri cubi al giorno. Il blocco degli attracchi ne ha ridotto la capacità a 4-5 milioni al giorno. Erogazioni che vengono fatte sulla base delle scorte stoccate.
«Non dipende da noi - spiega il portavoce dell’Adriatic Lng, la società che gestisce l’impianto - lo stop è stato imposto dalla Capitaneria di porto di Chioggia, in base alle condizioni di sicurezza delle operazioni di ormeggio definite nell’Ordinanza n.°63 del settembre 2008 della stessa Capitaneria».
Le navi gasiere che aspettano al largo in Adriatico sono più d’na, tutte provenienti dal Qatar e la ripresa delle operazioni dipende solo dal perdurare delle avverse condizioni del mare.
Nel caso i rifornimenti non dovessero riprendere in breve tempo, l’approvvigionamento subirebbe un taglio teorico del 10%, cifra che in realtà va alzata dato che non tiene conto dei picchi di questi giorni.
Per fronteggiare l'emergenza, il Comitato per il monitoraggio del ministero dello Sviluppo economico, si è riunito ieri e si riunirà ancora questa mattina. Si è decisa la massimizzare l'erogazione dagli stoccaggi, la produzione nazionale e l'importazione da altre fonti di approvvigionamento. Decisa inoltre «la messa in esercizio di centrali elettriche ad olio combustibile, che consentiranno di contenere i consumi di gas a uso termoelettrico. Attivato il contenimento dei consumi dei clienti industriali. Queste misure tutelano pienamente le utenze domestiche, per le quali sono escluse conseguenze negative».
«L’attuale emergenza - recita un comunicato dell’assessore veneto all’energia Massimo Giorgetti - conferma la bontà delle scelte effettuate dalla Regione Veneto in questi ultimi anni, in particolare quella relativa alla diversificazione delle fonti energetiche». «Di grande importanza la centrale di trattamento, compressione e stoccaggio di Collalto e il metanodotto di collegamento alla rete nazionale».
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