«Silvio ha rovinato tutto sto con Tosi, ha coraggio»

Alfano in Veneto: «Accoglienza ai migranti, grazie ai prefetti che fanno il loro dovere Bruxelles deve rispettare gli impegni presi con le quote. Assumeremo 2500 agenti»
Di Albino Salmaso ; Di Albino Salmaso
Agostini agenzia foto film Treviso ministro alfano al maggior consiglio
Agostini agenzia foto film Treviso ministro alfano al maggior consiglio

TREVISO. «Matteo Salvini? Dice solo stupidaggini: vuole uscire dall’euro e il Veneto che traina l’export in Italia rischia di sprofondare nella povertà. E poi ha sottomesso Luca Zaia al diktat dei lumbard. Per questo noi abbiamo deciso di appoggiare Flavio Tosi: il sindaco di Verona ha avuto il coraggio di rompere con Salvini». Angelino Alfano, ministro degli Interni, ieri in Veneto, mette subito a tacere le polemiche sulla sicurezza con una promessa solenne: «Al prossimo consiglio dei ministri approveremo l’assunzione di 2500 agenti delle forze dell’ordine. E ci sarà un giro di vite con l’inasprimento delle pene per i furti, le rapine e i writers con divieto di manifestare nei centri storici». Poi racconta di aver già prenotato la poltrona per la finale di Champions Juve-Barcellona a Berlino e spiega i nuovi equilibri nel centrodestra con una metafora calcistica. «Il patto di governo con Renzi scadrà nel 2018 e dopo aver salvato l’Italia dalla ingovernabilità per la vittoria di Grillo nel 2013, Azione Popolare vuole guidare lo schieramento alternativo al Pd. Berlusconi è il passato, ha avuto la grande occasione di federare tutti noi e ha rovinato la festa. Una volta giocava per arrivare primo e sollevare una coppa, il Pdl era primo in Italia. Oggi fa la gara con Salvini per la finalina del terzo posto. Un finale di partita triste».

Con Alfano ci sono tutti i big di Azione Popolare: i senatori Maurizio Sacconi, Franco Conte e Antonio De Poli, il sottosegrario all’Ambiente Barbara Degani, il vicegovernatore Marino Zorzato e il giornalista Dino Boffo, ex direttore di Av venire e di Tv 2000. Il tour in Veneto prevede anche la visita ai figli di Lino Sabbadin, il macellaio di Santa Maria di Sala ucciso dall’ex terrorista rosso dei Pac Cesare Battisti. «Voi siete condannati all’ergastolo del dolore», dice Alfano ai parenti.

Nella contesa elettorale tiene banco il tema dell’immigrazione, con la Lega che alza il muro del no all’accoglienza e mette sotto accusa i prefetti. A complicare lo scenario è l’Ue, che ha posto dei nuovi vincoli al piano di riparto degli immigrati, dopo il no di Francia e Spagna. «La nostra battaglia prosegue: o l’Ue dimostra di essere solidale e vicina alle richieste dell’Italia o rischia di fallire il patto di coesione», spiega Alfano.

È vero che possiamo accogliere solo eritrei e somali? «In base statistica, gli eritrei e i somali sono le nazionalità con maggiori richieste di asilo, ma è un partita tutta da giocare che disputeremo nel consiglio dei ministri dell’Ue. Non c’è ancora nessun dietrofront di Junker, stiamo lavorando per far cadere il muro di Dublino che impone l’obbligo dell’accoglienza al Paese di primo ingresso dei migranti», dice il ministro degli Interni. Se il patto con Renzi scadrà nel 2018 il bilancio è positivo: «Il superamento dell’articolo 18, sei miliardi di tasse in mano con lo scorporo del costo del lavoro dall’Irap, zero tasse per le nuove assunzioni, la responsabilità civile dei magistrati sono riforme volute dall’Ncd-Area Popolare. L’estremismo di Salvini non paga, noi siamo l’alternativa al Pd e Silvio ha rovinato tutto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti:regionali 2015

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova