Sindaci protestano per l'ospedale di Schiavonia. Multati per assembramento

MONSELICE. I sindaci si ritrovano per chiedere un ospedale per la Bassa padovana, i vigili arrivano a sanzionarli. E’ una scena surreale quella avvenuta questa mattina (giovedì) davanti all’ospedale “Madre Teresa” di Schiavonia, il Covid Hospital della provincia di Padova.
Oltre venti primi cittadini della Bassa si sono radunati per contestare la riorganizzazione della Sanità in questo territorio e in particolare la mancanza di un ospedale di riferimento per i 180 mila cittadini che lo abitano. A inizio conferenza, i vigili della polizia locale di Monselice si sono presentati – con in testa il comandante – a contestare la presenza dei sindaci davanti al “Madre Teresa”.
Il motivo? Ritrovarsi per protestare non è un buon motivo per dar vita ad assembramenti. Gli amministratori, è bene sottolinearlo, erano in regola sia con l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale che con il rispetto delle distanze di sicurezza.
I nomi dei sindaci – ma anche dei cronisti presenti alla manifestazione – sono stati messi a verbale. Verbale che, assieme alle singole autocertificazioni, sarà trasmesso alla Prefettura di Padova che valuterà l’eventuale sanzione.
I primi cittadini presenti, allibiti di fronte all’intervento degli agenti, chiedono ora la testa del sindaco di Monselice, la leghista Giorgia Bedin, non presente al sit-in e “titolare” del corpo di polizia che si è presentato puntualmente alla protesta. E’ stata scrupolosa applicazione della legge o mera ritorsione di stampo politico?
«Esprimo tutta la mia solidarietà ai colleghi sindaci che oggi sono stati segnalati dalla polizia locale di Monselice mentre esprimevano le loro preoccupazioni per la sanità di quel territorio, nei pressi dell'ospedale di Schiavonia»: lo dice il Presidente della Provincia di Padova, Fabio Bui. «Condivisibili o meno le richieste espresse dai sindaci - sottolinea - l'accertamento mi è sembrato inopportuno, dal momento che i colleghi si erano posti nel rispetto sia delle norme di sicurezza vigenti, che delle altre Istituzioni oggi impegnate, alla loro pari, a trovare una soluzione all'emergenza Covid 19». Bui si augura «che si sia trattato di un malinteso: sono convinto che oggi più che mai i sindaci debbano trovare la necessaria coesione - conclude - nella soluzione dei problemi generali del territorio, anche se questi talvolta non collimano con le visioni individuali».
«La "retata" contro sindaci e giornalisti durante la manifestazione a Schiavonia è gravissima». Lo scrive il deputato del Pd, Alessandro Zan, annunciando sull'episodio la presentazione di una interrogazione al ministro degli Interni, Luciana Lamorgese. «Esprimiamo piena solidarietà - scrive Zan, assieme al segretario provinciale del Pd, Vittorio Ivis - ai sindaci che oggi hanno manifestato davanti all'ospedale di Schiavonia per far sentire la voce di quei 180mila cittadini del Distretto 5 abbandonati da Zaia e dalla Regione e che sono stati multati per assembramento dalla polizia locale di Monselice».
«Ci chiediamo - aggiunge - come sia possibile che Zaia, nella sovraesposizione mediatica di queste settimane, non abbia trovato un minuto di tempo per rispondere alle richieste di questi sindaci, preoccupati per i loro cittadini a cui sono stati negati servizi sanitari primari ed essenziali, come un pronto soccorso. Come spiegano tutti i tecnici della sanità, l'emergenza Coronavirus si protrarrà ancora a lungo e l'attenzione resterà altissima: è quindi altamente probabile che l'ospedale di Schiavonia (oggi divenuto Covid Hospital) non ritorni alle sue normali funzioni di presidio del territorio ancora per molti mesi».
(foto e video di Nicola Cesaro)
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