Una giornata da sindaco, tra richieste e imprevisti: «Mi cercano a qualsiasi ora»
Oscar Cicuto racconta una giornata da sindaco di Teglio Veneto, tra richieste dei cittadini, problemi sociali, giunta e impegni senza orari: «Amo questo incarico»

Non si è ancora seduto al tavolo del bar e già fioccano i saluti e le strette di mano: sono le otto e mezza di mattina e Oscar Cicuto inizia la sua giornata da sindaco in uno dei comuni più orientali della regione.
Siamo a Teglio Veneto, a pochi chilometri da Portogruaro. Una comunità da 2.231 anime, in cui il primo cittadino è il punto di riferimento indiscusso praticamente per chiunque. Mentre racconta le origini del suo percorso politico, si avvicinano Rosy e Luigina, due volontarie civiche che si fermano con noi, per condividere il rituale del caffè. Sono parte del gruppo di cinque donne che, ogni anno, fino a febbraio, si occupano di abbellire gli eventi organizzati dal Comune.
Tuttofare
«Sindaco, ci stiamo già dando da fare per il mese di novembre, dobbiamo dipingere di rosso tutti gli oggetti che ci arrivano in magazzino». Dal tavolino del bar, Rosy saluta suo marito, il vicesindaco, che passa sulla sua vespa azzurra. «Qui siamo tutti vicini», dice il sindaco, «la nipote di Luigina è consigliera comunale, tanto per rendere l’idea».
A Teglio, come nella maggior parte dei comuni di piccole dimensioni, i cittadini diventano una risorsa: «Il 25 novembre ricorre la giornata internazionale della lotta contro la violenza alle donne. Le volontarie raccolgono tantissimi oggetti portati dalle persone».
Ma i cittadini si fanno sentire tutti i giorni, nella buona e nella cattiva sorte, anche attraverso i social: «manca la luce», «è caduto il palo del telefono», «si è spento un lampione», «c’è una perdita d’acqua in strada», «sindaco, può dire che mi spostino il motorino che c’è davanti alla mia auto?», «ho trovato una biscia grossa come un pitone».
Giusto per iniziare. «A volte, siamo un’agenzia immobiliare», racconta il sindaco, «c’è chi mi chiede di aiutarlo a trovare una casa per la figlia o chi si rivolge direttamente a me, tramite messenger, per avere informazioni su come farsi la carta d’identità. Qui, il rapporto con il cittadino è molto più diretto».
Reperibile H24
Lui risponde a tutti, praticamente nell’immediato, ogni giorno, così come partecipa alla vita della piccola cittadina, dagli eventi più istituzionali a quelli più folcloristici, dove organizza le attività insieme ai compaesani. Dal tavolino del bar ci dirigiamo verso il municipio ed è l’occasione per respirare l’atmosfera conviviale di questo piccolo comune: in mezzo al verde della vegetazione baciata dal sole, una signora si affaccia da una finestra per salutare Oscar Cicuto e augurargli buona giornata. In municipio inizia l’attività più pratica e istituzionale del primo cittadino, a partire dalla telefonata all’assistente sociale di Portogruaro, che viene fatta in coordinamento con l’assessora alle politiche sociali Anna Finfola.
Questa prima attività evidenzia già una discrepanza sostanziale: pur avendo dimensioni ridotte per territorio e numero di abitanti, i piccoli comuni hanno gli stessi grossi problemi dei colleghi più grandi, ma con meno risorse a disposizione.
«Questo caso è emblematico», spiega il sindaco, «la riunione appena fatta è il risultato di una convenzione con il comune di Portogruaro, per avere un’assistente sociale che ci aiuti nell’affrontare casi di disagio presenti nel nostro territorio. Il bilancio sociale e le regole assunzionali non ci consente di avere questa figura professionale e quindi dobbiamo agire in collaborazione con altri comuni».
I dipendenti comunali
In questo territorio sono diversi gli anziani soli che hanno bisogno di aiuto e spesso è proprio il sindaco a farsene carico: «Ho terminato da poco un incarico come amministratore di sostegno per una persona del ’46. Di fatto, è un impegno gravoso. Mi è capitato di essere in vacanza in Puglia e trovarmi a dover rispondere alle necessità del caso. Ero in ferie, ma il relax non è stato all’ordine del giorno».
Il Comune di Teglio conta dieci dipendenti, ma il sindaco è in prima linea per 365 giorni all’anno: «A volte, le persone vengono anche a suonarmi il campanello a casa», dice Cicuto, «è un impegno che non ha orari perché, di fatto, i cittadini mi cercano in qualsiasi momento».
Alle 11, inizia la giunta: due ore in cui sindaco, assessori e segretario si confrontano sui temi all’ordine del giorno, per poi fissare la data dell’appuntamento successivo, che ha cadenza settimanale. Qui, ogni riunione e attività hanno sfumature molto vicine al volontariato: l’assessora al sociale, ad esempio, riceve un’indennità mensile di 248 euro, mentre il sindaco arriva a 1.600 euro, ma il tempo dedicato ai tanti ambiti che coinvolgono la cittadinanza sono spesso dilatati: «La mia giornata inizia sempre con una passeggiata verso il bar centrale, un’occasione per incrociare i miei concittadini, e non finisce mai ad un orario prestabilito. Non è raro che alle otto di sera sia ancora in municipio, perché oltre a tutte le richieste che arrivano dai cittadini, c’è da portare avanti la parte burocratica e amministrativa, che non è cosa da poco».
«Amo il mio lavoro»
E’ proprio da quest’ambito che affiorano le altre due competenze trasversali indispensabili ad un sindaco come Oscar Cicuto: intraprendenza e capacità di adattamento devono essere virtù da mettere in campo tutti i giorni: «Nell’amministrare la cosa pubblica non ti insegna niente nessuno, devi agire in autonomia e arrangiarti. Non esistono corsi di formazione o simili. Le capacità le acquisisci, mentre il senso di responsabilità è insito nella persona e d è quello che fa la differenza».
A fine giunta, il sindaco si prende una breve pausa per un pranzo al volo, per poi tornare al suo ufficio dove fare il punto della situazione rispetto agli appuntamenti che lo attendono nella settimana successiva.
Uscendo dal municipio, i bambini che escono da scuola lo salutano: «Ciao sindaco, buongiorno!». Il mandato di Cicuto, 48 anni e un passato da tecnico in una carpenteria, scadrà nel giugno 2029.
E’ tempo di bilanci: «Amo questo incarico», conclude, «sono felice di poter contribuire alla programmazione futura del mio paese e far si che le iniziative e gli interventi rimangano in vita. Sono stati anni bellissimi e di grande soddisfazione. Spero, però, che tra la cittadinanza si consolidi il senso di comunità, un aspetto che, purtroppo, rischia di andare in secondo piano».
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