Treni, intesa Zaia-Moretti per potenziare il trasporto locale

Il governatore del Veneto stringe un’alleanza con l’ad delle Ferrovie per sviluppare alcune linee locali in regione
Mestre (VE):..treni fermi, non partono per Venezia...14/02/2002 © Light Image Studio... lightimage
Mestre (VE):..treni fermi, non partono per Venezia...14/02/2002 © Light Image Studio... lightimage

VENEZIA. Il Veneto vuole lo sviluppo del trasporto ferroviario a tutti i livelli, in alternativa e in complementarità con le altre modalità di trasporto, e punta a razionalizzare la mobilità locale su ferro attivando un servizio cadenzato per i pendolari e a completare il sistema di alta capacità ferroviaria lungo la direttrice est-ovest. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato oggi a Roma tra il presidente della Regione Luca Zaia e l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, anche a nome e per conto della controllata Trenitalia Spa.

Il documento sottoscritto da Zaia e Moretti, presente anche l’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, ha costituito la premessa per la successiva firma della conseguente modifica e integrazione dell’attuale contratto di servizio fra Regione Veneto e Trenitalia. Rispetto a questo aggiornamento, peraltro, Zaia e Moretti hanno ribadito l’interesse della Regione e di Fs ad individuare forme collaborative sia per la gestione del trasporto delle merci, sia per la gestione del trasporto passeggeri, anche mediante la costituzione di società miste dedicate, come peraltro già previsto da precedenti intese. L’intesa di oggi conferma la condivisione del progetto di orario «basato sulla regolarità e ricorsività dei servizi ferroviari di competenza regionale» e oggetto dello specifico accordo firmato poco dopo.

Prevede inoltre la modifica del piano investimenti inserito nel contratto di servizio esistente, con l’impegno di Trenitalia a mettere in esercizio nuovo materiale rotabile «di cui, a partire dal 2014, 9 nuovi complessi del tipo Vivalto», mentre la Regione si impegna ad immettere in esercizio 20 nuovi elettrotreni da essa acquistati nel 2013. Regione e Trenitalia concordano inoltre di proseguire lo studio tecnico-economico finalizzato ad individuare interventi infrastrutturali leggeri capaci di efficientare o minimizzare sia i tempi di percorrenza lungo le linee ferroviarie, sia i «rendez-vous» tra servizi ferroviari regionali, nelle stazioni in cui è prevista la rottura di carico. Considerata infine l’importanza di realizzare le linee di alta capacità ferroviaria, è stato rinnovato l’impegno a considerare prioritario il completamento dell’asse ferroviario interessato dal Corridoio 5 e in particolare la realizzazione delle tratte Treviglio - Brescia (in realizzazione), Brescia - Verona, Verona - Padova e Venezia - Trieste.

Regione Veneto e Trenitalia hanno quindi concordato formalmente di attivare il progetto di orario cadenzato del trasporto pubblico locale su ferro elaborato nei mesi scorsi a livello tecnico. La decisione di attivare un’offerta a corse cadenzate, basato «sulla regolarità e ricorsività dei servizi», ha spiegato l’assessore Chisso, nasce dalla constatazione delle criticità attualmente presenti e dal «comune obiettivo» di migliorare il servizio offerto. Il progetto di orario cadenzato sarà attuato per stralci successivi, in relazione al rilascio definitivo delle tracce da parte del gestore dell’infrastruttura (Rfi): a giugno 2013 la messa in esercizio dei primi materiali rotabili della Regione; a settembre l’avvio del progetto di orario cadenzato; a dicembre l’entrata a regime del cadenzamento e arrivo di tutti i convogli messi a disposizione dalla Regione. «In ogni caso - ha aggiunto l’assessore - prima dell’attivazione dell’orario intendo confrontare la proposta tecnica elaborata assieme al territorio e alle associazioni del consumatori, per verificare la necessità di eventuali ulteriori perfezionamenti. Ricordo anche che il previsto servizio cadenzato ha un costo, ma che Trenitalia, interessata anch’essa a migliorare la situazione, ha concordato un prezzo inferiore di una decina di milioni a quello teorico di catalogo. In sostanza, il Veneto ha concordato un importo annuo di 140 milioni»
 

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