Turismo: Veneto prima regione in Italia

Con 62 mlioni di presenze si conferma leader fra le aree più belle e visitate. Il 65% stranieri

Venezia, 14 feb - Il Veneto si conferma la prima regione turistica d’Italia anche per il 2012, con 62.351.657 presenze, delle quali il 64,8 per cento di ospiti stranieri, e 15.818.525 arrivi, dei quali il 64,7 per cento stranieri. Tradotto in altri termini, ogni sei pernottamenti in Italia, uno (e qualcosa di più) è registrato in Veneto. I motivi del primato del Veneto sono in vetrina da oggi a domenica alla BIT, Borsa Italiana del Turismo, di Milano. Il turismo ha generato in Veneto un fatturato di 11 miliardi di euro e rappresenta l’8,2 per cento del PIL regionale, il 13 per cento dei consumi interni e mezzo milione di unità di lavoro. Si tratta di un fatturato che vale tre volte e mezzo quello dell’agricoltura, tre volte e mezzo quello dell’alimentare, tre volte il fatturato del tessile e abbigliamento, il 54 per cento dell’intero fatturato regionale del commercio. In termini di occupazione, il turismo dà lavoro in Veneto al 15 per cento sul totale degli occupati e copre il 10,5 per cento di tutti gli addetti al turismo d’Italia. Va anche sottolineata la trasversalità del turismo rispetto all’economia veneta, dove il PIL turistico è dato da una molteplicità di settori, non dai soli alberghi e ristoranti. Questi ultimi, anzi, rappresentano «solo» il 30 per cento del PIL turistico, dove il commercio incide per il 17,1 per cento, la locazione di fabbricati il 15,3 per cento, l’agroalimentare il 9,5 per cento, l’artigianato il 7,7 per cento, le attività culturali e ricreative il 6,7 per cento, i trasporti il 6,5 per cento. «Il Veneto conserva insomma il suo appeal mondiale come regione ospitale e terra del bello, del buono e dell’accoglienza - sottolinea l’assessore regionale al turismo - anche se, in questo quadro sostanzialmente luminoso per un’annata critica come quella trascorsa, non mancano le ombre. I numeri confermano infatti la pesante crisi economica che morde sempre più gli italiani, che si riflette sulla capacità di spesa delle famiglie. Infatti il dato positivo degli arrivi e quello non negativo delle presenze (che calano di pochissimo, nel 2011 era 63,4 milioni) è infatti ottenuto grazie al turismo straniero, mentre quello nazionale è crollato, soprattutto nella seconda metà dell’anno, con una diminuzione complessiva dell’8,7 per cento sulle presenze e del 2,9 per cento in termini di arrivi», «qui gli imprenditori hanno già fatto e ampiamente la loro parte, forse anche troppo se penso che in questo settore l’investimento deve essere continuo. È invece lo Stato che dovrebbe impegnarsi di più sostenendo a fatti e non a parole il comparto, a cominciare dalla riduzione del peso della fiscalità».

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