Tutto più veloce grazie al digitale Orban: «Grande opportunità»

PADOVA
«La digitalizzazione è la forza che dematerializza, demonetizza e democratizza l'accesso alle tecnologie esponenziali che stanno cambiando il mondo e grazie alle quali riusciremo a disegnare un futuro sostenibile, a beneficio di tutta l’umanità». È il messaggio che David Orban ha lanciato ieri nella sua lectio magistralis all’Auditorium dell’Orto Botanico di Padova nel meeting “Guardare, Immaginare, Costruire e diventare il Futuro” organizzato dal Digitalmeet.
David Orban è presidente di Singularity University, un’organizzazione nata in Silicon Valley dieci anni fa per analizzare e divulgare le implicazioni dell’accelerazione, sempre più evidente, avviata dal cambiamento tecnologico. Le tecnologie di cui parla Orban sono quelle emergenti, che stanno rivoluzionando i nostri stili di vita e i nostri comportamenti. Sono legate al digitale e si stanno sviluppando in modo esponenziale. «Per sequenziare un solo genoma negli anni ’80 ci son voluti 15 anni e 3 miliardi di dollari. Oggi, grazie all’introduzione dell’informatica nel campo della biologia, per mappare il nostro Dna bastano due settimane e qualche migliaio di euro».
Grazie agli algoritmi e alla potenza di calcolo dei computer stiamo acquistando nuovi gradi di libertà che aumentano la nostra capacità di scegliere. Gli scenari che ci si parano di fronte grazie alle opportunità offerte da queste tecnologie sono potenzialmente infiniti. Il problema è orientarsi in mezzo a tanta complessità. Chi in passato aveva l’autorevolezza per rispondere alle domande fondamentali sui bisogni e sul futuro della società oggi non è più in grado di farlo perché non lo sa e non lo può più fare. «Si deve includere anche la consapevolezza che i tentativi che faremo non avranno sempre successo», dice Orban, «perché è difficile districarsi in questo vortice di novità, immaginare dove saremo tra pochi anni e capire quali di queste novità avranno impatto più profondo e duraturo».
Anche la politica dovrà trovare nuovi modi di gestire le dinamiche tra vertici e base perché «il contratto sociale non è legge di natura e oggi le nuove organizzazioni sociali si confrontano quotidianamente in modo orizzontale e lo fanno usando proprio le nuove tecnologie». Un modo per poter affrontare questa impasse - suggerisce Orban - è mettersi in ascolto, cercare di capire, accogliere le occasioni e accettare le sfide. «Stiamo realizzando conferenze e incontri, e abbiamo selezionato, formato e certificato un corpo docenti italiano che ci permetterà di entrare in forte contatto con le realtà importanti, anche regionali, che hanno un ruolo strategico nell’economia e nella società».
La visione di Orban accende il dibattito, moderato da Paolo Possamai, direttore del nostro giornale, e arricchito dal confronto con alcuni importanti imprenditori italiani. Non tutti sono convinti della centralità delle tecnologie e del loro esserci connaturate. Anche se importanti, è l’argomento ricorrente, è pur sempre l’uomo a fare la differenza. —
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